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L'INCHIESTA Il vino d'Oltrepo non merita ombre nIl Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese sta seguendo con attenzione l'evolversi della vicenda inerente le presunte irregolarità su cui si sta indagando. Il Consorzio esprime massima fiducia nell'opera delle forze inquirenti, certo del fatto che la verità sarà acclarata nel più breve tempo possibile. Al momento si sa solo ciò che trapela a mezzo stampa e si hanno poche certezze. Il Consorzio, il cui ruolo storico è sui fronti della tutela e della valorizzazione, continuerà a operare in questo senso a garanzia di chi sceglie i prodotti Oltrepò Pavese. Quel che è importante, in un momento di mercato molto delicato, è ricordare al mondo consumatore che i vini Oltrepò Pavese sono sinonimo di qualità. Non si sta infatti indagando né su una produzione rilevante, né sull'intero sistema produttivo, né su prodotti eventualmente nocivi per la salute. L'Oltrepò Pavese è un insieme di 2mila aziende vitivinicole, per la stragrande maggioranza a conduzione familiare, in cui dalla vigna alla bottiglia l'attenzione per la qualità è massima. L'auspicio è che un'inchiesta, con tanti elementi ancora tutti da verificare, non getti un'ombra mediatica sugli sforzi di generazioni di vitivinicoltori, sui nostri marchi e sul sistema cooperativo di un territorio che produce il 65% del vino di Lombardia. Consorzio Tutela Vini Oltrepo Pavese Torrazza Coste IL CASO Albania mon amour e altre belle storie nIl calcio sa essere metafora di vita, e andare alla partita è un po' come fare all'amore: sempre uguale, sempre diverso. Ma ci sono partite che tracimano di significati simbolici, e non parlo di Italia-Germania 4-3 o di cieli azzurri sopra Berlino. Martedì al Marassi di Genova alluvionata sono scese in campo Italia e Albania: «la partita della vita», hanno ripetuto i telecronisti, e non (non solo) per la facile simmetria con lo splendido esordio azzurro del "pavese" Acerbi, reduce da un tumore e altre sfighe eppure lì, a giocarsela nientemeno che in azzurro (grande Conte!). Si son viste invasioni di campo "d'amore" per una commovente preghiera d'autografo sulla bandiera rossa aquilata a partita in corso; altrettanto commovente, il calciatore albanese calmo si china, la sigla e abbraccia l'"invasore". Ma soprattutto si son sentite 30mila persone cantare insieme l'inno nazionale italiano; solo che a mandare a memoria il "Mameli" erano prevalenti 20mila ex-albanesi o, se preferite, neo-italiani. Sabato 22 novembre a Pavia, Spazio Q di piazza Torino al Vallone, alle 17.30, si terrà un incontro sulla felicità in tempo di crisi e in quell'occasione si potrebbe tornare su questa bella storia. Si potrebbe raccontare anche la storia di Andreina, "nata" alla Snia, prima fra le donne di casa a frequentare scuola (tra i Rom rumeni l'analfabetismo femminile è superiore al 90 per cento!), che ora insegna a leggere e scrivere a sua madre e alla sorella maggiore. O di quell'altra famiglia Rom della Snia – nemmeno ricordo il nome – che oggi ha una casa, un lavoro e i figli vanno a scuola. O ricordare la "meglio gioventù" pavese (e tra loro alcuni "nuovi italiani") che il 6 gennaio 2013 si era data appuntamento a casa mia per ripristinarne l'agibilità dopo l'incendio doloso. Oppure interrogarci su parole chiave quali altruismo, amore, amicizia, o riflettere su micro e macrocosmo, ovvero sul destino dell'umanità. Salvare il mondo? La terra da buon organismo vivente saprà salvarsi da sola; in pericolo è la specie umana, specie molto cattiva e poco solidale, e perciò destinata all'estinzione. Giovanni Giovannetti Pavia travacò siccomario Grazie a chi ha lavorato nell'emergenza nGent. le direttore, da questa pagina vorrei esprimere la mia riconoscenza a quanti hanno dato la propria disponibilità in questi giorni segnati dall'emergenza. Infatti ritengo doveroso ringraziare: - i dipendenti comunali che sono stati in servizio oltre il loro normale orario di lavoro e in particolare il responsabile dell'Area tecnica, arch. Italo Maroni; - tutti i volontari della nostra Protezione civile che hanno garantito una presenza costante di giorno e di notte; - i volontari della Protezione civile di San Martino Siccomario, Corteolona e Sannazzaro de' Burgondi che hanno fattivamente collaborato con noi; - tutti i cittadini che hanno pazientemente atteso la fine dell'emergenza sopportando i disagi che una situazione così precaria ovviamente provoca. Ora tutto sta tornando alla normalità e guardando ciò che è accaduto attorno a noi posso dire con sollievo che siamo stati fortunati. Colgo l'occasione per chiedere ai cittadini di Travacò di far pervenire al Comune, se possibile, un proprio indirizzo e-mail, da poter usare in momenti particolari come questo, per permettere a tutti di avere le informazioni in tempo reale. Domizia Clensi sindaco di Travacò Siccomario pavia Maugeri, il calvario di parcheggiare nOgni volta è un calvario... credo sia un problema comune e collettivo: chi si reca in un ospedale per qualunque ragione non lo fa per divertimento, ed essere di continuo avvicinati da extracomunitari che ti impongono dove parcheggiare, come farlo... per non parlare delle continue proposte di vendita è veramente estenuante. Provi con gentilezza a declinare ma invano... ogni volta, più volte al giorno e più volte alla settimana, credetemi, diventa snervante! Possibile che non possono mandarli via? Premetto che non ho nulla verso gli extracomunitari, ma quando è troppo è troppo! Loretta Ferro Broni