Conte: «Buona prestazione ma fra i talenti azzurri poca voglia di far fatica»
di Rocco Coletti Soddisfatto, ma anche un po' polemico Antonio Conte alla fine della partita. «Noi proseguiamo sulla nostra strada. Su sei gare: vinte cinque e una pareggiata. Se poi qualcuno storce il muso, pazienza. Noi andiamo avanti con chi ha voglia di lavorare. Tanto noi ci aiuta nessuno...». Il ct ce l'ha «con l'ambiente» al quale chiede pazienza. Lo ripete più volte nel dopo partita. «La partita mi è piaciuta, buona l'applicazione dei ragazzi che hanno preparato questo impegno in un giorno e mezzo contro un'Albania reduce da buonissimi risultati». Ma Antonio Conte i giudizi più decisi li aveva espressi in mattinata nell'intervista esclusiva rilasciata a Raisport. Parole forti sullo stato di salute del calcio italiano. «Non c'è più la voglia di faticare. E invece dobbiamo tornare ad apprezzare fatica e lavoro, oppure questo sarà solo l'inizio della discesa», il grido d'allarme del ct. Un concetto non distante da quello espresso da Gianni De Biasi, il ct trevigiano dell'Albania: «A Tirana c'è più fame, in Italia ci siamo imborghesiti. Il calcio è un baraccone». Le parole di Conte suonano come una bocciatura per Mario Balotelli simbolo di una generazione perduta del calcio – «sta a lui cambiare, in nazionale io non ho il tempo che servirebbe per farlo crescere» – ma che riguarda tutto il movimento. «Sinceramente, pensavo di vedere più partecipazione alle sorti della nazionale, e invece non sempre quel che vedo da questa panchina mi piace». L'analisi di Conte, a tratti, sembra spietata. «Dobbiamo prendere atto che non stiamo andando nel verso giusto come movimento». E poi: «In questo momento, l'Italia fa fatica a sfornare talenti, e quelli che escono non hanno la giusta mentalità. Dobbiamo capire che viviamo un difficile ricambio generazionale e tornare ad essere umili, ad apprezzare l'importanza della fatica e del lavoro, necessari per diventare campioni. Se ci riusciremo, ci sono le premesse per crescere». E sulla corsa alla qualificazione agli Europei del 2016: «Teniamoci stretti i 10 punti fatti nel girone, è un bel bagaglio ottenuto grazie all'orgoglio dei giocatori che hanno lavorato con applicazione. Ma sappiamo di dover migliorare su tutto». Il ct, infine, torna a chiedere gli stage: «La prossima gara è a marzo: ecco, sei ci si tiene un po' alla nazionale bisogna cercare di non lasciare un vuoto di quattro mesi». Intanto, l'Uefa ha aperto un'indagine su Italia-Croazia e il lancio di petardi e razzi che hanno costretto l'arbitro Kuipers a sospendere due volte la gara: la Disciplinare si occuperà del caso l'11 dicembre. «L'obiettivo dei tifosi croati era quello di far sospendere la partita», ha detto il dg della FigcMichele Uva. @roccocoletti1 ©RIPRODUZIONE RISERVATA