Vince l'Italia2 E la beneficenza è degli albanesi

di Alessandro Bernini wINVIATO A GENOVA "Siamo venuti col gommone, ora abbiamo lo squadrone". Vai a dar torto a chi ha messo quello striscione... L'Albania, calcisticamente, era anni luce indietro rispetto a noi, adesso l'Italia2 non basta più per dominarli. Anche se per la verità gli azzurri di ieri ci sono piaciuti, al di là della vittoria col gol di Okaka nel finale. Invasione albanese. Per una volta ci piace partire dal contorno e non dal campo. Alla resa dei conti la vera beneficenza al popolo ligure l'hanno fatta gli albanesi. Sono arrivati in 15mila sui 26 mila paganti, un'invasione festosa iniziata in autostrada e continuata per le strade di Genova e allo stadio. Si è visto di tutto. Dai piccoli van straboccanti fino ai camioncini delle ditte edili. Così tante bandiere rosse non si vedevano dai tempi dei funerali di Berlinguer, anche se queste avevano l'aquila nera. Pensate, i giocatori dell'Albania sono entrati a fare il riscaldamento con cellulari e tablet in mano per riprendere lo spettacolo sulle tribune. Sembrava di essere in provincia di Tirana. Ah, particolare non di poco conto: mai un fischio agli azzurri (solo cori contro i serbi), tanti applausi agli italiani e albanesi che in massa hanno cantato l'inno di Mameli. Per una volta il calcio ha unito. L'altra Italia. Il ct azzurro Antonio Conte ha messo insieme una squadra discreta, considerando che ha dovuto pescare 11 figurine della serie A dal mazzo dei doppioni. Da regolamento è infatti vietato schierare due volte giocatori nel giro di 48 ore, e dunque i 14 di Milano contro la Croazia se la sono vista sul divano. Ci si attendeva un 3-5-2 ma evidentemente Conte ha in mente di cambiare qualcosa. I tre cambi di modulo con la Croazia non erano casuali. Qui abbiamo giocato col 4-4-2, con Moretti schierato centrale vicino a Bonucci, anche se poi in fase di impostazione Antonelli saliva sempre, lasciandodietro i due centrali più De Silvestri. Un 3-1-4-2, insomma. Soluzione interessante. Manovra non semplice anche perché Aquilani (basso davanti alla difesa alla De Rossi) non ha mai trovato ritmo, passo e spazi. Ma qualcosa di buono si è visto a destra, con i guizzi di Cerci. Già Cerci: gran bel giocatore, peccato che giochi bene contro l'Albania e poi si perda quando conta. Crescerà? In avanti meglio Giovinco di Destro: lo juventino è rimasto sempre nel vivo del gioco, ha cercato palla, ha combattuto. Ma in quei 20' ci è piaciuto Stefano Okaka, cavallo pazzo che Mihajlovic ha domato, trasformandolo in un toro. Sarà dura toglierlo dal giro azzurro. Fame e videogiochi. Partita piacevole, gli albanesi se la sono giocata con grinta ma senza picchiare. Con una sana "fame" che forse a noi manca. Come aveva sparato lunedì Giovanni De Biasi, tecnico trevigiano, che ieri ha anche ricevuto in regalo la maglia azzurra numero 8. «Poca fame di calcio e troppi videogiochi», aveva detto. Bè, gli azzurri di ieri sotto il profilo dell'impegno ci sono proprio piaciuti. In parte dobbiamo anche ringraziare quel palo che al 36' n ha respinto una legnata di Cikalleshi da fuori area dopo un grossolano errore di De Silvestri. Anche l'Italia ha avuto le sue occasioni: un bel sinistro di Bertolacci respinto da Berisha, un destro di Giovinco troppo molle dall'interno dell'area, diversi cross di Cerci non sfruttati. Poi nel finale il gol di Okaka, bella zampata dopo che il doriano aveva già sfiorato l'1-0. Occhio a questo ragazzo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA