I CONSUMI? UN RICORDO L'ENERGIA SI PRODUCE
di PIERLUIGI DEPENTORI ITALIA, ANNO 2050 Strani tempi, questi a metà del secolo. Il mese scorso, per festeggiare l'arrivo del 2050, nella notte di San Silvestro si sono levati in volo nel mondo quasi sei milioni di droni, e tra fuochi d'artificio a led e auto elettriche in giro per le strade strombazzanti in una sola giornata sono stati spesi 10 miliardi di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio), quasi quanto si spendeva in un intero anno nell'ormai lontano 2007. «Che sprechi! E per fortuna ci sono, altrimenti come farei a campare?», attacca Luca Silvestrin, facendoci entrare nella sua casa-azienda aprendo la porta alzando l'indice della mano destra per l'analisi biometrica dell'impronta digitale mentre si lascia scansionare la cornea. Luca di lavoro fa il venditore di energia, e da quando l'estrema Cina e l'Africa si sono urbanizzate in un amen il consumo elettrico è centuplicato facendo diventare l'energia il bene più prezioso, anche più degli iCoins e della vecchia moneta elettronica, ormai quasi in disuso. Un assaggio di ciò che sarà. Entrare nella casa di Luca è come fare un salto nel futuro, e immaginare come saranno le nostre case tra venti o trent'anni, nel 2080 o giù di lì, quando magari avremo capito che si potrà vivere senza abusi energetici. Le pareti esterne sono dei maxi-pannelli fotovoltaici con una sottile cornice di canapa o bambù in grado di assorbire ogni singolo raggio di sole e far aumentare il conto totale di "Tep" accumulati, come fosse la vincita di quelle vecchie lotterie dove vedevi il display con il totale che aumentava ogni giorno di più, facendoti ingolosire ogni istante di più. «E quando non c'è il sole mi va persino meglio», attacca Luca mentre sale sulla sua cyclette bioenergetica in grado di generare un piccolo aumento di "Tep" mentre si allena. «Sai tenere un segreto?», mi domanda Luca toccando per tre volte la stanghetta destra dei suoi occhiali. Ogni mossa è energia. Ed ecco che dal soffitto scende una piccolissima sfera bianca che proietta sul muro un'immagine di una nitidità spaventosa collegata al suo pcphone. «Ecco guarda: mi hanno dato da gestire cinque palestre e tutte le strade del mio quartiere, e mentre gli atleti si muovono su panche, cyclette e rulli i miei "Tep" vanno alle stelle». E succede lo stesso quando un'auto passa sopra i microdossi posizionati sulla strada, ogni dieci metri, in grado di accumulare energia: Luca esulta (e guadagna). Il ruolo del vento. Ma senza sole che succede?, torno a chiedergli. Lui mi fa uscire sul balcone a farmi vedere gli angoli alti delle pareti fotovoltaiche, tutti pieni di micropale eoliche in grado di girare vorticosamente anche con un solo afflato di vento, e di grondaie con all'interno un sistema per sfruttare l'acqua che cade e trasformarla in energia grazie a un sistema di microturbine, come se la grondaia fosse una minuscola centrale idroelettrica. «Ce le ho anche nei rubinetti della cucina, del bagno, nella doccia. Uso l'acqua piovana filtrata in botti dove inserisco una "pastiglia chimica" messa a punto da un mio amico scienziato in grado di far diventare potabile l'acqua e di scaldarla – quando serve – con un'altra pastiglia ad accelerazione ionica. Lo pago in energia, ma il cambio è decisamente a mio favore», dice strizzandomi l'occhiolino e aprendo l'armadio della camera in cui custodisce i droni fotovoltaici che gli permettono di pulire casa e di gestirla a distanza quando si trova in vacanza, con pochi semplici gesti del suo pcphone. Niente sprechi. E i rifiuti? «Impatto zero, col sistema di compostaggio in giardino. Anzi, col microimpianto a biogas vado a incrementare i miei "Tep", anche se di poco. Ma almeno non spreco, no?», mi dice avvicinandosi al frigo. Due gesti della mano, ed ecco che la piccola sfera bianca sul soffitto inizia a proiettare sulla porta un menu dove Luca inizia ad armeggiare. «Vuoi una centrifuga?», io faccio un gesto con la testa e pochi istanti dopo dal dispenser inizia a uscire il nettare, mentre un drone raccoglie il cestino con gli avanzi della frutta (nel frattempo "sputati" dal frigo) e li porta nel microimpianto di compostaggio in giardino. «Vedi quel cestello con i buchi per l'aggancio col drone? L'ho fatto in mezz'ora con una stampante in 3d che uso quando mi si rompe qualcosa in casa. L'altro giorno volevo un set di tazzine da caffè in bambù e grafite, a esagono, ed eccole qui». Cicale e formiche. «Se tutti facessero come me, il mercato esploderebbe e io rimarrei senza lavoro, ma per fortuna c'è chi preferisce usare ancora quei vecchi pc-tv a led ricurvi, da 80 pollici, che da soli consumano un'infinità di energia, senza considerare le vecchie auto elettriche di chi non ha voluto passare ai nuovi modelli fotovoltaici e a idrogeno». È tempo di andare, ma Luca ha ancora in serbo una piccola sorpresa. «Sei pronto?». Altri due gesti in aria, e la piccola sfera bianca non proietta solo le immagini sulla parete, ma con una serie di laser a led le fa diventare in 3d, così che il video musicale selezionato sul web diventa quasi reale, in casa. «Benvenuto nel futuro», mi dice sorridendo mentre un drone mi porta la giacca che avevo lasciato sulla porta quando ero entrato. @pierdepe ©RIPRODUZIONE RISERVATA