Ricerca pavese sul canale di Suez va sul New York Times

La Fondazione Maria Corti ha istituito per il 2015 una borsa di studio intitolata a Graziana Pentich e a Leone Pentich Gatto. La borsa sarà assegnata tramite concorso per titoli a un laureato o a una laureata (quadriennale vecchio ordinamento o magistrale). Ha un valore di 18mila euro, durerà un anno e, come si legge nel bando, lo scopo della borsa è la catalogazione dell'opera pittorica di Graziana Pentich. Le domande vanno inviate entro il prossimo 30 novembre. Le info, l'indirizzo e il bando sono sul sito dell'ateneo www.unipv.it. PAVIA La ricerca dell'università di Pavia finisce sul New York Times. L'argomento? Il canale di Suez, il suo possibile ampliamento e i rischi per i pesci. L'articolo è firmato da autori di diversi istituti di ricerca europei, americani e neozelandesi. Tra questi ci sono anche Anna Occhipinti Ambrogi e Agnese Marchini, del dipartimento di Scienze della terra e dell'ambiente dell'università di Pavia. L'articolo è stato citato in molte riviste e ora anche dal New York Times. «L'argomento dell'articolo scientifico è il recente annuncio da parte dell'Egitto di ampliare il Canale di Suez – spiegano le ricercatrici pavesi – opera che potrebbe causare un ulteriore aumento della migrazione di specie marine tropicali dall'area indo-pacifica nel mare Mediterraneo, con conseguenze imprevedibili per la fauna e flora locali». La ricerca porta numerosi esempi. Ci sono sciami di meduse che già oggi in estate raggiungono le coste, c'è un pesce palla che mette a rischio anche la salute delle persone. «La sua diffusione in tutto il Levante e verso l'Italia e la Tunisia, pone gravi rischi per la salute – si legge nella ricerca – i suoi organi interni contengono tetrodotossina, una neurotossina induce sintomi che vanno dal vomito all'arresto respiratorio, convulsioni, coma fino alla morte». Secondo lo studio ingrandire il canale di Suez porterebbe all'ingresso di nuove specie con conseguenze non prevedibili: «Il canale di Suez – spiegano i ricercatori – è uno dei meccanismi e uno dei corridoi più potenti per le invasioni di specie marine conosciute al mondo». L'articolo scientifico è firmato da quattordici gruppi di ricerca, dagli Stati Uniti alla Norvegia, da Israele alla Lituania. Oltre all'università di Pavia tra i gruppo italiani ci sono anche i ricercatori di Lecce, dell'università del Salento. (ma.br.)