COOPER, IL PADRE DEL CELLULARE E I PROSSIMI PASSI

«Il punto non è immaginare come sarà il prossimo gadget portatile, ma come la tecnologia può cambiare la nostra vita. Bisogna guardare ai problemi prima di pensare alle soluzioni. E i problemi di oggi si chiamano sanità, istruzione, povertà. Quando penso al futuro dei cellulari, penso a come si potranno risolvere questi problemi». Martin Cooper, 86 anni il prossimo 26 dicembre, è considerato il padre della telefonia mobile. Ingegnere statunitense della Motorola, nel 1973 realizza il primo cellulare al mondo: si chiama DynaTac. Pesa quasi un chilo e mezzo e l'azienda americana lo commercializzerà dieci anni più tardi (nel 1983). Negli ultimi trent'anni sono stati tantissimi i telefonini usciti sul mercato e acquistati dai numerosissimi clienti. Ma gli iPhone, i Samsung Galaxy e gli altri dispositivi mobili emergenti non sono altro che le evoluzioni della creatura di Martin Cooper. In un'intervista rilasciata a Panorama nell'agosto dell'anno scorso, l'ingegnere statunitense ha espresso il suo punto di vista sul futuro degli attuali smartphone. «Penso che la rivoluzione sia già in atto e non credo che abbia a che fare con i Google Glass – ha detto Cooper –. Le nuove generazioni stanno sperimentando le "flipped classroom", un concetto di istruzione che si basa sulla possibilità di utilizzare da un lato i dispositivi mobili e Internet come fonte di apprendimento e, dall'altro, le lezioni in classe come momento per fare pratica ed esercizi». « Anche il settore della sanità – ha aggiunto Cooper – può godere di molti benefici: i dispositivi potranno, ad esempio, controllare il nostro stato di salute e farlo in modo continuo, cosicché un computer remoto li possa analizzare e raffrontare per capire come combattere la malattia prima che questa arrivi». «La verità – ha spiegato l'ingegnere – è che siamo piuttosto inefficienti in tutto quello che facciamo. Oggi possiamo comunicare 24 ore al giorno da un qualsiasi luogo in molte forme differenti, con un sms ad esempio, una chiamata, un messaggio istantaneo di Facebook. Ma dobbiamo combinare tutte queste forme di comunicazione nel miglior modo possibile. Quando ci riusciremo potremo davvero rivoluzionare il commercio, l'economia, la politica, con un impatto più profondo sulle persone». Cooper – rispondendo a una domanda sul futuro della rete – ha concluso affermando che «Internet diventerà sempre di più parte della nostra vita» e «non deve essere una cosa separata». Stefano Taglione ©RIPRODUZIONE RISERVATA