Gianni Amelio: «Venti interviste per dire: felice chi è diverso»

PAVIA "Felice chi è diverso" è il titolo del film-docu di Gianni Amelio che verrà proiettato questa sera alle 21 in Aula del '400, terza puntata della rassegna "Seata doc" diretta da Filippo Ticozzi nell'ambito del Festival dei Diritti. Attraverso interviste e materiale di repertorio Amelio racconta l'omosessualità del dopoguerra, concentrandosi su quel passaggio cruciale in cui la società italiana "scopre" la comunità omosessuale. «Il titolo del film è una breve poesia di Sandro Penna che dice "Felice chi è diverso/essendo egli diverso./Ma guai a chi è diverso/essendo egli comune", citata da Paolo Poli, che compare tra gli intervistati – spiega Amelio, che ha presentato questo film nella sezione 'Panorama' al Festival internazionale del cinema di Berlino 2014 – E' una poesia che parla delle differenze nella vita di tutti, del fatto che non è obbligatorio appiattirsi per allineare la nostra vita a quella degli altri, ma anzi è necessario trasformare le nostre diversità in un punto di forza». Sono 20 le interviste del film, fatte a uomini provenienti da ogni parte d'Italia e appartenenti a ogni classe sociale, che rimangono anonimi fino ai titoli di coda, e che raccontano alcuni episodi significativi della loro giovinezza in relazione alla propria omosessualità. Alle interviste si alternano frammenti di documentari, film, programmi televisivi prodotti in Italia tra gli anni '40 e gli anni '70. «Volevo che le persone intervistate avessero la libertà di parlare di esperienze reali – aggiunge Amelio - E vorrei che questo documentario avesse una funzione didattica, per passare il messaggio che non deve esserci l'intolleranza ma nemmeno la "tolleranza", perché l'unica cosa giusta è la libertà reciproca di essere come si è. Persone e non altro». Il film sarà introdotto dal critico cinematografico Roberto Figazzolo. Ingresso libero.