Il video dell'orrore: un gallese e 2 francesi tra i carnefici dell'Is
di Andrea Visconti wNEW YORK Si chiama Maxine Houchard, ha ventidue anni, è cresciuto nei sobborghi di Parigi e ora è il suo volto appare nel drammatico video della decapitazione dell'americano Peter Kassig. Francese di nascita e di cultura ha ora abbracciato la causa dei terroristi dello Stato islamico. E potrebbe non essere il solo. Secondo fonti di Parigi potrebbe esserci un secondo francese in quel video e anche un inglese. Quest'ultimo è stato identificato dalla sua famiglia che vive in Galles. Si chiama Ahmed Muthana, anche lui ha ventidue anni come Houchard, e prima di abbracciare la causa dei fondamentalisti islamici in Siria era studente di medicina all'università di Cardiff. Non sono stati loro a decapitare Kassig che era quasi loro coetaneo. Nel video infatti non sono catturati i drammatici istanti in cui il boia mozza la testa a questo ex Ranger dell'esercito Usa diventato volontario medico fra le vittime della guerra civile in Siria. Ma Maxine, Ahmed e il terzo cittadino britannico - di cui non è stata rivelata l'identità - sembra possano essere i giustizieri dei 15 soldati dell'esercito siriano catturati e sgozzati dagli jihadisti. In Francia e Gran Bretagna le autorità hanno lanciato l'allarme cercando di sensibilizzare la popolazione sulla realtà dei fatti ovvero che ci sono terroristi anche fra gli europei. «Richiamo l'attenzione di tutti i nostri cittadini e in particolare dei giovani, che sono il target principale della propaganda dei terroristi, ad aprire gli occhi sulla realtà dei gruppi militanti», ha detto il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve aggiungendo che ci sono «forti ragioni per ritenere che Maxine sia uno dei giovani europei nel video». Una lunga barba scura agitata dal vento, tuta mimetica, cappellino in testa. Tutto fa pensare che sia proprio lui, un ragazzo francese disilluso che non più tardi del luglio scorso si era fatto intervistare da una televisione di Parigi affermando di essere stato uno degli jihadisti che aveva contribuito alla presa di Mosul. Anche per quanto riguarda Ahmed, per il momento, c'è solo il forte sospetto, non la certezza, che sia lui il ragazzo accanto al boia degli ostaggi occidentali. Quello stesso boia che i media internazionali hanno soprannominato Jihadi John per il suo marcato accento britannico. «Mi hanno mostrato l'immagine nel video e sembra proprio lui», ha detto il padre di Ahmed parlando dal Galles. È chiaro che i terroristi dell'Is vogliono propagandare l'immagine di un esercito di combattenti con molti europei. «L'Is esagera intenzionalmente sull'estensione della sua base di supporto», ha detto da Londra lo studioso di reti terroristiche, Charlie Winter.©RIPRODUZIONE RISERVATA