Sparò al rivale, sei anni in appello

di Maria Fiore wPIEVE PORTO MORONE Due colpi di pistola al rivale in amore e Gilles Martini, 31 anni, di Pieve Porto Morone, era finito sotto accusa per tentato omicidio. I giudici di primo grado lo avevano condannato a sette anni, ma l'altro ieri è arrivata la decisione della terza sezione della Corte di appello di Milano, che ha ritenuto di ridurre la pena a 6 anni e 4 mesi. Confermato, invece, il risarcimento di 10mila euro di danni alla parte civile. Martini, che era difeso dall'avvocato Sara Palomba di Pavia, torna comunque in libertà. I giudici hanno accolto la richiesta dell'avvocato difensore di revoca degli arresti domiciliari, che Martini ha scontato per un anno in una comunità di Piacenza. Ad agosto aveva ottenuto l'autorizzazione ad andare tre volte alla settimana in comune a Pieve, per occuparsi della manutenzione del verde. I giudici hanno tenuto conto del percorso di inserimento e dell'impegno di Martini per revocare i domiciliari. Dopo il deposito delle motivazioni, la difesa valuterà il ricorso in Cassazione. La vicenda che lo aveva messo nei guai si era verificata il 15 settembre 2012 a Pieve Porto Morone. Alle 20.15 di sera si era presentato nell'abitazione della ex fidanzata e aveva suonato il campanello. Gli aveva aperto la madre della ragazza, e sul divano, a poca distanza dalla porta di ingresso, erano seduti la sorellina della ragazza contesa e il nuovo fidanzato, Diego Ivan Ganan Murillo, ecuadoregno di 21 anni. Alla vista del rivale, Martini aveva estratto una Glok calibro 9x21 ed esploso due colpi. Il primo proiettile aveva trapassato il braccio sinistro del ragazzo, il secondo si era conficcato nel muro. Dopo avere sparato, Gilles Martini era salito su una bici ed era tornato a casa. I carabinieri lo avevano arrestato prima che riuscisse a raggiungere l'abitazione.