Cimitero, niente cremazioni «Forno rotto da quasi 2 mesi»
PAVIA Da quasi due mesi il forno crematorio del cimitero monumentale di Pavia è guasto. E il pezzo per riparare l'apparecchiatura, che doveva essere pronto per la fine di ottobre, ancora non è stato trovato. Risultato: i parenti dei defunti che hanno chiesto di essere cremati sono costretti a portare i propri cari a Trecate, Lodi o Cremona. Con costi di molto superiori, anche fino a 500 euro in più. Dolore che si aggiunge al dolore. «Mio padre si è spento venerdì scorso, sono riuscito a portarlo a casa solo giovedì, dopo quasi una settimana – denuncia Isabella Lavina –. Ho dovuto portarlo a Trecate, perché a Pavia il forno non funzionava. Una situazione vergognosa. Sono momenti già molto dolorosi per le famiglie, che chiedono solo di poter soddisfare il desiderio del proprio caro. Mio padre è stato iscritto alla Socrem per 30 anni e quello che più mi ha fatto soffrire è che non ho potuto nemmeno accompagnare la salma a Trecate. E poi c'è il costo. Non tutti si possono permettere di spendere certe cifre. Il Comune dovrebbe rimborsare almeno parte dei soldi spesi». Il disagio è forte, se si considera che, secondo i dati della Socrem, a Pavia sei persone su dieci decidono di farsi cremare. Dai primi di ottobre, però, soddisfare questa scelta non è possibile, a causa di un guasto alle apparecchiature per la cremazione. Il pezzo che si è rotto costa circa 12mila euro. «Il problema è che il pezzo non è già disponibile, lo stanno preparando – spiega Gianfranco Longhetti, dirigente dei Servizi civici del Comune –. Purtroppo sono apparecchiature complicate ed è complesso ripararle quando si rompono. Il disagio è innegabile. Per questo si sta facendo il possibile per avere il forno funzionante entro la fine del mese o al massimo per i primi di dicembre». (m. fio.)