William Sidis, la vita del genio che nessuno ricorda più

Ecco gli altri appuntamenti di oggi: dalle 10 alle 16.30, al Bosco Grande (s.da Cascina Bosco Grande 1), si terrà l'incontro "Fare rete: l'arte di costruire relazioni attorno alla propria area di interesse e la felicità di contribuire ad un progetto condiviso", attraverso la storia del progetto "Piccole associazioni pavesi crescono: una rete per l'empowerment fra ambiente, natura, società e cultura" (max 25 partecipanti, iscrizione obbligatoria: 0382.303793 - assamiciboschi@libero.i). Dalle 10 alle 13, all'associazione Momento (via Cardano 77) si tiene "La felicità attraverso lo shiatsu secondo la medicina tradizionale cinese", introduzione alla pratica di autoshiatsu per stimolare i punti che governano la felicità. Alle 21, in Aula del '400 (p.za Leonardo da Vinci), l'associazione Improvvisamente propone lo spettacolo di improvvisazione teatrale "Improvvisamente, la felicità!". Ingresso libero per tutti gli appuntamenti. PAVIA A 18 mesi leggeva il New York Times, a 4 anni imparava da solo greco e latino, a 6 memorizzava all'istante ogni libro che sfogliava, parlava dieci lingue e ne inventava una nuova (il "vendergood"), e a 11 anni, dopo aver scritto saggi di matematica e astronomia, presentava ad Harvard la sua teoria sulla Quarta dimensione. E' la storia vera del genio matematico Wiliam Sidis, che Morten Brask - giornalista danese laureato in cinema e già autore di numerosi saggi – ha voluto raccontare nel libro "La vita perfetta di William Sidis" (Iperborea), il suo "vero" debutto letterario e anche il primo romanzo pubblicato in Italia. Il libro verrà presentato oggi alle 18, alla Nuova Libreria Il Delfino (piazza Cavagneria 10) per il Festival dei Diritti, e vedrà l'autore dialogare con Gabriele Zanardi e Andrea Moro. Ispirandosi liberamente alla vita di William Sidis - figlio di immigrati ucraini di origini ebraiche fuggiti al carcere zarista, vissuto tra New York e Boston nella prima metà del '900 e considerato una delle menti più eccelse di ogni tempo, con il quoziente intellettivo più alto mai misurato – Morten Brask ha costruito un appassionante romanzo in cui è riuscito a ricomporre i mille volti del genio e, al contempo, il vero volto di un uomo condannato dalle sue stesse doti a essere tagliato fuori dalla società, emarginato come tutti i diversi. A riassumere il suo modo di sentirsi rispetto al mondo esterno, è la dichiarazione che, nel 1914, William Sidis rilascia a un giornalista: "Vorrei vivere la vita perfetta. L'unico modo per aver la vita perfetta è viverla in solitudine". Prima di arrivarci, però, "Billy" cresce perseguitato dalla stampa come uno scherzo della natura, rifiutato dai coetanei e soffocato dalle pressioni del padre psichiatra che lo educa a una curiosità insaziabile per tutti i saperi, ma lo usa anche per i suoi esperimenti sul cervello. In mezzo a tutto questo Billy diventa un idealista che traduce agli immigrati di ogni paese gli ideali bolscevichi, un pacifista "scientifico" convinto che "nessuna guerra della storia ha mai risolto un problema". E quando s'innamora di Martha, la ragazza per la quale si è fatto trascinare in una manifestazione socialista che gli è costata un arresto, i suoi genitori lo fanno dichiarare mentalmente instabile. Un tradimento, agli occhi del sempre più introverso Billy, che fugge cercando di far perdere le proprie tracce, accompagnato solo dall'affetto di un vecchio amico di Harvard. L'amicizia non lo salverà dalla morte per un'emorragia cerebrale e, come scrive Morten Barsk, da un destino "solitario nella imperfetta perfezione della propria esistenza". (m.pizz.)