Truffa sulla rivista dei pompieri
BRONI Si sono presentati a nome del distaccamento dei vigili del fuoco di Broni vendendo riviste e dicendo che il ricavato sarebbe stato destinato alla locale caserma. Invece si trattava di una truffa perché i pompieri non suonano i campanelli per raccogliere fondi. La denuncia è arrivata dall'associazione Amici dei pompieri, che sostiene l'operato dei vigili del fuoco attraverso manifestazioni autorizzate. «Abbiamo avuto ancora diverse segnalazioni nei giorni scorsi – spiega Roberto Calatroni, presidente dell'associazione –. Alcune persone suonano i campanelli per vendere l'abbonamento di una rivista dei vigili del fuoco, dicendo che il ricavato sarà destinato al distaccamento volontario di Broni. In questo modo la gente è invogliata ad acquistare, perché pensa che il denaro serva a finanziare un servizio del nostro territorio. Ma non è così, i soldi non vanno al distaccamento di Broni». L'associazione non contesta la vendita del giornale, che è assolutamente lecita, ma il fatto che si faccia credere che i soldi rimangano in zona. Una situazione simile si era già verificata anche l'anno scorso, sempre in questo periodo, con decine di segnalazioni da Broni e dai paesi limitrofi. «Invitiamo tutti i cittadini, in particolare le persone anziane, a prestare la massima attenzione – aggiunge Calatroni – e nel caso segnalarci qualsiasi anomalia». L'associazione promuove una serie di iniziative proprie: «Quando chiediamo offerte, lo facciamo alla luce del sole – conclude Calatroni –. Il nostro gazebo è presente nelle piazze durante le sagre paesane, oppure in occasione delle giornate di gioco promosse per i bambini. In questo caso le offerte raccolte vengono poi destinate ai pompieri di Broni». Nel corso degli anni gli Amici dei pompieri hanno effettuato diversi acquisti per il distaccamento, tra cui una termocamera, alcuni navigatori satellitari e attrezzature idrauliche. Franco Scabrosetti