Il Po si ferma alla Becca La Bassa respira un giorno
di Giovanni Scarpa wLINAROLO Il Po si ferma. Ma, con tutta probabilità, è solo una tregua. Già da oggi le nuvole. E domani sarà anche peggio. Intanto, però, il fiume ieri ha concesso una tregua. In mattinata si è alzato ancora, ma con moderazione. Al Ponte della Becca, volontari della Protezione civile e sindaco di buon'ora erano già sul posto. «Siamo a circa 5 metri sopra lo zeo idrometrico – dice Pietro Scudellari –. Sale di circa 5 centimetri all'ora. Ma la situazione è sotto controllo». Nel pomeriggio arriverà a sfiorare i 7 metri, prima di arrestarsi e tornare indietro. Sulla sua superficie alberi sradicati continuano la loro lenta discesa. La corrente è ancora molto forte, a giudicare dalla velocità con cui viaggiano. Alla confluenza con il Ticino, l'acqua gorgheggia e crea mulinelli di quasi un metro di diametro, inghiottendo detriti e fogliame. La strada per l'imbarcadero è stata chiusa, i volontari vigilano. L'acqua sale coprendo l'asfalto. Le auto sfrecciano sopra il Ponte della Becca, ancora una volta messo a dura prova dalla piena. «Per ora nessun problema, speriamo» sussurra il sindaco di Linarolo mentre cerca di mettersi in contatto con la Provincia per avere rassicurazioni a riguardo. La piena lenta non preoccupa, ma neppure lascia tranquilli. E non potrebbe essere diversamente. Qualche chilometro più in là, i sindaci di Spessa e San Zenone fanno avanti e indietro dall'argine. Anche qui la tregua concessa dal maltempo porta una ventata di ottimismo. «La situazione, per ora, è sotto controllo – dice Eugenio Tartanelli, sindaco di San Zenone –. Po è ai piedi dell'argine. Ma abbiamo messo in funzione le pompe e le turbine». Nella tarda mattinata, il fiume sornione si è allungato fino agli orti delle prime case di Spessa invece. E nel primo mattino ha invaso il primo posto ad andare sotto in caso di piena, cioè la Pro loco. Dapprima il giardino, poi piano piano anche i locali al piano terreno. Sempre con dolcezza, quasi avvertendo prima del suo arrivo. Così, almeno, c'è stato il tempo di salvare sedie e tavolini. «L'acqua è arrivata verso le 6 del mattino – spiega il presidente dell'associazione, Giuseppe Guardamagna –. Circa una ventina di centimetri. Abbiamo alzato tutto quello che si poteva. Ma di danni ce ne saranno di sicuro lo stesso. Vedremo nei prossimi giorni». Cielo e fiumi sembrano essersi accordati nel recitare uno stesso copione. Ad ampie schiarite, nella tarda mattinata, si sono susseguiti improvvisi rannuvolamenti nel pomeriggio. Alla fine il cielo si assesta fra squarci di sereno e nuvoloni neri. A preoccupare Giuliano Spiaggi, sindaco di Spessa, sono anche le acque di colo dei fossi. «Con tutta questa pioggia ce n'è davvero una quantità incredibile – sostiene – e arriva tutta nei fiumi». Il piano di evacuazione, come sempre da questi parti, è pronto. Ma per il momento non servirà. «Molto dipende da quello che succederà però nei prossimi giorni – prosegue –. Domani le previsioni sono pessime. A questo punto dovremo vedere cosa succederà nel week end». Intanto in serata, il Po alla Becca inizia lentamente ad abbassarsi. Il sindaco di Linarolo fa la sponda continua fra il Comune e la zona dell'imbarcadero. Poco dopo le 17 l'idrometro segna 4,70 metri. Buone notizie anche dal Lago Maggiore, dove anche lì il livello si abbassa. Ma oggi sarà un'altra storia.