San Vittore riavrà il suo campo

VOGHERA Il campo di calcio a sette di San Vittore riaprirà i battenti «per i ragazzi del rione, per dare loro un posto dove giocare». Gisella Dallera, presidente dell'associazione Amici di San Vittore, ha fatto richiesta al Comune proprietario della struttura affinché il gruppo di volontariato presente nel quartiere che conta un centinaio di iscritti possa gestirla. Gisella, che oltre ad avere un ruolo nell'associazione è anche la portavoce delle problematiche dell'area, spiega le motivazioni dietro al quale c'è la richiesta di far rivivere l'area chiusa da anni. «Intanto l'aveva costruita quaranta anni fa mio fratello Severino che faceva parte della Polisportiva San Vittore – racconta –, noi vogliamo far si che i ragazzi giochino a pallone e in futuro vorremmo organizzare qualche torneo come si faceva una volta». In questo momento il campo, i due spogliatoi e il casottino utilizzato per tenere le attrezzature, sono abbandonati. L'erba cresce infestando il vialetto d'ingresso con la conseguenza che la struttura è chiusa e inutilizzata. Circa sei anni fa era stato dato in gestione alla parrocchia di san Vittore che però a fine luglio ha dato disdetta ed è quindi è tornata nelle mani del Comune. Prima si erano alternati il Team Anni Verdi (ora Accademia Verde Voghera) e l'A.C.Voghera. «E' abbandonato da tutti e c'è l'erba alta, i ragazzi del quartiere non hanno mai potuto giocarci però ce ne saranno più di una ventina nel quartiere che vorrebbero farlo». Il campo a sette offre un grande vantaggio per le famiglie perché essendo chiuso e recintato i ragazzi possono giocare senza correre pericoli di sicurezza. Ma come fare per garantire le chiusure e le aperture dell'impianto? «Ho tutto l'aiuto immaginabile – replica Gisella – dai miei ragazzi del quartiere ad un signore che faceva parte della Polisportiva. Di aprire e chiudere il campo mi prendo la responsabilità io: quando lo adoperavamo prima era pulito, vorrei che ritornasse così. Mi interessa che il Comune tolga l'amianto dagli spogliatoi, mentre all'interno (come le docce) ci pensiamo noi». (m.q.)