Maugeri, tre ore di confronto

PAVIA Nessun risultato significativo dall'incontro durato oltre tre ore tra delegati sindacali nazionali, regionali e locali, e vertici Maugeri (rappresentata dal dg Alberto De Matthaeis e dal responsabile del personale Andrea Rossi). Poche certezze: si tratta sulla riduzione dei costi del personale, sono già fissati tavoli il 17 e il 18, il termine per l'accordo, che ha un termine di 3 anni, è il 30 novembre. Con il "tavolo tecnico" di ieri il confronto è ripreso con i rappresentanti sia medici che del comparto. «Le premesse erano tutt'altro che positive – spiega Gilberto Creston, Cgil – dato che la fondazione ha ribadito che la trattativa dovrà terminare a novembre e che gli incontri sui budget con gli istituti non hanno prodotto risultati in termini di risparmi tali da costituire un'alternativa al taglio delle retribuzioni. L'impegno di ridurre la cifra che incide si lavoratori va mantenuto e si è deciso di accelerare i tempi del confronto. Lunedì verificheremo quali sono le voci che possono sostituire l'intervento sulle paghe». «Tre ore di discussione per decidere che ci aggiorniamo il 17 e il 18 – dice Mimmo galeppi, Uil – e per chiarire alcune cose sull'abbassamento dei 18 milioni di euro e la pregiudiziale sulla scadenza del 30 novembre. Il 17 entreremo nei particolari per scalare i 18 milioni di euro. Il direttore ha dichiarato se proposte ulteriori ci ascolterà: consulenze da 20 milioni di euro, i 9 milioni di euro di ferie non usufruite, il pagamento ore straordinari quote stipendiali e quote extra contrattuali. Altrimenti vedremo che fare». «Dal momento che i lavoratori contribuiscono al risanamamento aziendale, nel Cda dovrebbe sedere una rappresentanza dei lavoratori, non sindcale – dice Domenico Mogavino, Cisl – La loro proposta di tagli supera i 18 milioni, per noi occorre partire dagli accordi extra contrattuali, prima di intaccare il resto». Ai tavoli non parteciperà più Francesco Signorelli, segretario aziendale Usb, ma resterà la delegazione nazionale: «Usb regista che l'azienda non lascia margini di trattativa ma dato che gli iscritti ci chiedono di sederci al tavolo lo faremo. Io non parteciperò, per motivi personali, in accordo con il mio sindacato». (a.gh.)