Timori per i ponti sull'Agogna
MEZZANA BIGLI Il Po al ponte della Geròla è cresciuto di livello di un metro e 40 centimetri in dieci ore, dalle 19 di martedì alle 5 di ieri mattina, alimentato dalle piogge scese in Piemonte. Si tratta di un innalzamento di livello anomalo, ma considerato non ancora preoccupante. Gli uomini del Gruppo lomellino di primo intervento, vale a dire la protezione civile territoriale, hanno mantenuto la sorveglianza del livello del fiume sull'asse lomellino del Po, da Suardi sino a Pieve Albignola. Le isole di terreno normalmente emerse sul letto del Po sono quasi totalmente sommerse dall'acqua. Ma il fiume dovrebbe crescere di almeno un metro e mezzo ancora, per poter determinare i primi sconfinamenti nelle aree golenali a Mezzana Bigli e Sannazzaro. Ben peggiore era fino a ieri la situazione del torrente Agogna che arriva dall'alto Novarese, dove le piogge incessanti stanno determinando gravi problemi di portata del corso d'acqua. L'Agogna ha superato l'argine destro all'altezza di Lomello, nella zona retrostante il cimitero: campi incolti e un bosco di pioppi sono stati invasi per un fronte di circa trecento metri. Un cascinale della zona, quello della famiglia Pistone, potrebbe correre qualche pericolo ma nel pomeriggio di ieri la situazione è rimasta sotto controllo. «Il torrente è esondato nella solita area critica dietro il camposanto – spiega il sindaco Silvia Ruggia – ma dalla nostra protezione civile mi hanno confermato che non si corrono ulteriori pericoli, anche se dal Novarese si sta attendendo l'ondata maggiore di piena». Qualche timore per i piloni dei tre ponti sull'Agogna. Alle basi del viadotto sull'ex statale 211 a Lomello, di quello della provinciale che porta da Sannazzaro a Pieve del Cairo e di quello di Balossa Bigli si sono depositati ingenti quantità di tronchi d'albero e fogliame che fanno da tappo allo scorrere rapido delle acque, esercitando una forte pressione sui ponti. Intanto le protezioni civili di Sannazzaro, Mezzana Bigli, Scaldasole e Suardi ieri hanno lavorato sodo per predisporre le scorte di sacchetti di sabbia per l'arginamento delle acque. «Mille sacchetti sono stati precauzionalmente portati a Pavia, in Borgo Ticino – spiega Giorgio Papa del Glpi – . Ne abbiamo predisposti nel frattempo altri mille per le scorte presso il centro provinciale anti-inondazione della Coesi a Scaldasole». Paolo Calvi