Il sindacato rompe con Eni «No ai tagli in organico»

SANNAZZARO Dichiarata la rottura di qualsiasi confronto con la direzione della Raffineria Eni da parte delle Rsu; confermata l'adesione allo stato di agitazione nazionale e delle otto ore di sciopero di gruppo Eni da gestire entro fine novembre a livello locale. I sindacati non condividono il nuovo piano di riorganizzazione previsto dal "master plan 2015" e denunciano agli organi di vigilanza preposti le «continue violazioni contrattuali e di legge in materia di orario di lavoro e del continuo superamento dei riposi previsti». Insomma, un taglio delle posizioni (con gli organici già sotto di quaranta unità) e il mancato reintegro con nuove assunzioni quando i lavoratori vanno in pensione o in mobilità : questa politica organizzativa verrà ora impugnata da Filctem-Cgil, Femca-Cisl ed Uiltec. Così Alberto Pozzati di Uiltec: «Le aziende ci deve maggior rispetto anche in termini di contratto nazionale e di accordi locali. Invochiamo un tavolo formale di confronto, ma la posizione rigida di Eni ci spinge ad adottare un'altrettanto dura contrapposizione». Così Gianni Ardemagni di Femca Cisl: «Pretendiamo rispetto e fatti concreti. Da tempo i lavoratori di Sannazzaro operano in situazioni organizzative precarie, con un organico carente di almeno 40 unità. Eni deve capire che il governo degli impianti presuppone un organico adeguato e funzionale anche per prevenire ogni situazione di emergenza». Ed ancora: «Chiediamo ad Eni di venire a Sannazzaro per confrontarsi con noi rispetto ai temi dell'occupazione, dell'organizzazione del lavoro fornendo risposte non più rinviabili». Intanto, il documento unitario delle tre sigle mette in luce l'inaccettabilità, secondo i sindacati, del master-plan 2014 che «prevede un'ulteriore perdita di posizioni di lavoro con pesanti ricadute sul personale giornaliero ed operativo in turno». Ed aggiungono: «Non esistono condizioni per un confronto sulla base di questo piano organizzativo in un contesto caratterizzato da pesanti carenze di organico, in mancati riconoscimenti professionali e su altri temi mai risolti». Da qui la decisione di denunciare le «violazioni contrattuali in tema di orario e mancato riposi». Infine: «Chiediamo per questi motivo un tavolo di confronto con Eni sui problemi di Sannazzaro, rimasti da tempo senza risposte. E in attesa consideriamo da oggi interrotto qualsiasi tipo di confronto con la direzione». Paolo Calvi