Senza Titolo

di Mariapaola Salmi Facili da acquistare, nelle farmacie, parafarmacie e ipermercati, come prodotti da banco che non necessitano di ricetta medica; semplici da assumere perché si masticano, si succhiano o si sciolgono in un dito d'acqua. Coloratissime vitamine, sono sì o no necessarie per prevenire malattie? Un fatto è certo, se ne parla tanto, certe volte a sproposito, bersagliati dalla pressione di un marketing aggressivo e dell'industria alimentare che ne è la maggiore produttrice. Gli italiani le amano, lo dimostrano un paio di dati forniti di recente dall'inglese Euromonitor international: il mercato italiano delle vitamine vale quasi due miliardi di euro l'anno, all'Italia spetta il primato delle vendite in Europa. In testa alla classifica i polivitaminici con minerali, seguiti dai prodotti a base di vitamina C e da quelli a base di vitamine del gruppo B. Le origini e i limiti Furono scoperte più di un secolo fa, nel 1912, dal biochimico polacco Casimir Funk che per primo coniò il termine "vitamina", ammina della vita appunto. Secondo lo scienziato ve ne erano almeno quattro tipi la cui carenza era responsabile di malattie molto gravi come lo scorbuto, il beri beri, la pellagra. Le vitamine naturali sono contenute in ciò che mangiamo e se è vero che esiste una stretta correlazione tra dieta e salute, allora le vitamine sono indispensabili alla nostra vita. Una volta entrate nel circolo sanguigno si trasformano in composti chimici, chiamati co-enzimi che partecipano attivamente al buon funzionamento di tutte le reazioni chimiche del metabolismo cellulare, dei grassi, degli zuccheri e delle proteine dell'organismo. Inoltre sono le vere "spazzine" dei radicali liberi. In tutto le vitamine sono tredici, ciascuna ha una dose giornaliera raccomandata che corrisponde alla quantità che una persona adulta dovrebbe assumere per soddisfare il fabbisogno minimo giornaliero. Gli obiettivi e le quantità «Quando si parla, invece, di vitamine di sintesi ci si riferisce a due modalità di somministrazione per introdurle nell'organismo», afferma Laura Rossi, ricercatore del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione di Roma che ha partecipato proprio in queste settimane alla revisione sistematica dei "Livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti", le cui tabelle saranno a breve pubblicate sul sito della Sinu (Società italiana di nutrizione umana) www.sinu.it. «La prima modalità di somministrazione – dice la dottoressa Rossi – è la supplementazione, sotto forma di pillole vitaminiche, l'altra è la fortificazione vitaminica di certi alimenti, ad esempio i biscotti, i cereali, i succhi di frutta, il latte, il pane. Direi che la nostra alimentazione, oggi ampiamente disponibile, non prefigura un profilo di carenza se non in particolari condizioni per le quali è giusto ricorrere alla supplementazione». A cosa servono Le vitamine sono elementi essenziali per la nostra vita, aiutano a star bene e forse ad ammalare di meno. Partiamo dal più ampio studio mai effettuato su oltre 14.000 medici statunitensi di 50 e più anni di età, trattati con un comune multivitaminico, il Physician's Health Study II durato 14 anni e ancora in corso. I primi risultati sono stati presentati un anno fa e hanno dimostrato una riduzione dell'8 per cento delle nuove diagnosi di tumore, nessun effetto sulle malattie cardiovascolari a eccezione di un rischio di infarto fatale più basso ma, sorpresa, nei soggeti over 70, si è evidenziata la riduzione significativa sia dell'incidenza di tumori sia di malattie cardiovascolari. Dunque, le vitamine aiutano a stare in forma. Attenzione solo a non esagerare. «Oggi si stressa un concetto fondamentale, l'eccesso vitaminico – osserva la dottoressa Rossi – che è potenzialmente pericoloso (come dimostrano diversi studi) per il maggior rischio di sviluppare neoplasie e patologie cardiovascolari. Il punto è che ai giorni nostri quanti ricorrono alle vitamine lo fanno con l'obiettivo di attuare una strategia di prevenzione, "tanto non fanno male se ne prendo qualcuna in più"». Occhio, sono farmaci Non è così, le vitamine vanno considerate alla stregua di farmaci veri e propri che interferiscono sui processi biologici dell'organismo. I "livelli di assunzione revisionati" indicano le quantità massime tollerabili da non superare. Sono definite dall'Efsa, l'Ente europeo di sicurezza alimentare, e sono di prossima pubblicazione in Italia. Purtroppo è facile superare il limite con le pillole senza controllo. Due-tre cicli l'anno a seconda delle condizioni generali e dell'età sono consigliati, se possibile avvalendosi dei consigli del proprio medico curante. Esagerare proprio non è il caso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA