Taglio delle emissioni storico accordo tra Stati Uniti e Cina

di Andrea Visconti wNEW YORK I due Paesi che inquinano di più al mondo si sono impegnati reciprocamente a smettere di avvelenare se stessi e il resto del pianeta con emissioni record di carbonio. Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo proiettato nel tempo. Si parla del 2025 per gli Usa e del 2030 per la Cina. Si tratta comunque di un accordo di portata storica di cui hanno dato notizia i media americani ieri al seguito della missione del presidente Usa a Pechino. Obama e il primo ministro cinese Xi hanno annunciato i termini dell'accordo dietro al quale ci sono stati mesi e mesi di lavoro. Trattative segrete che avevano preso il via all'inizio del 2014 e che a un certo punto avevano avuto bisogno perfino di una lettera ai massimi livelli. Obama in persona aveva scritto a Xi per rassicurarlo delle sue intenzioni. Le due potenze non hanno firmato un trattato. Con una stretta di mano si è sancito l'impegno da parte del governo di Washington di ridurre le emissioni di CO2 di poco più di un quarto, cioè fra il 25 e il 28 per cento dei valori attuali. Questo obiettivo sarà raggiunto nel giro di un decennio. Diverso l'impegno preso da parte della Cina che si dedica invece a mettere fine entro quindici anni all'aumento di CO2 che produce. Ma alla base di questa intesa c'è anche la volontà da parte sia di Obama che di Xi di fare nuovi sforzi il prossimo anno per negoziare un trattato globale su emissioni di gas serra. Washington e Pechino intendono arrivare agli obiettivi prefissati spostando l'attenzione verso forme pulite di energia, specificamente energia solare ed eolica che in Cina nei prossimi quindici anni ha il potenziale di diventare il 20 per cento di tutto il fabbisogno energetico. Dubbi invece su cosa potranno fare a livello pratico gli Stati Uniti. A prendere l'impegno è stato Obama ma il primo gennaio le redini della Camera e del Senato saranno in mano ai repubblicani. Questi ultimi sul fronte del risparmio energetico non ci sentono. Solo dopo poche ore dall'accordo sono già emerse obiezioni. «Un accordo impraticabile», ha detto Mitch McConnell, prossimo leader dei repubblicani in Senato. L'obiezione del suo partito è che l'accordo avrà effetti negativi su occupazione e costi energetici. L'intesa comunque è destinata a diventare merce di scambio sia sul fronte interno che per quanto riguarda i rapporti bilaterali con Pechino. I repubblicani in Congresso cederanno in cambio di altre concessioni legislative mentre Xi legherà l'intesa sulle emissioni nocive ad altre questioni globali. Sul fronte dei diritti umani però il premier cinese ha già detto no. ©RIPRODUZIONE RISERVATA