Dal Lago Maggiore a Miorina: livello sempre monitorato
Diga delle Miorina (nella foto), Lago Maggiore. Sono loro che tengono, da sempre, in mano le sorti di Ticino e Po. E di Pavia. La prima regola il livello del secondo e utilizza il lago come bacino d'accumulo che consente un uso migliore delle acque di questo bacino. Lo sbarramento sul Ticino, poco dopo l'uscita dal Lago Maggiore, è alto 3,3 metri e lungo 200 metri, è stato costruito in località Golasecca, in provincia di Varese, tra il 1938 e il 1942. Ieri mattina alle 8 il livello del lago era a +2.30. «Ma nella notte fra oggi e domani toccherà quota 3,80 – spiega Doriana Bellani, il direttore del consorzio del Ticino, l'ente che regola il flusso delle acque –. Come nel '51. Ma non c'è da spaventarsi. Si tratta di un deflusso lento e regolare. In alcuni punti l'acqua è già tracimata. Ma per Ticino e provincia di Pavia, stando così le cose, non dovrebbero esserci problemi». Certo, il condizionale è sempre d'obbligo in questi casi. «In genere la piena arriva circa otto ore dopo – precisa ancora la Bellani –. Il deflusso dello sbarramento della Miorina è completamente abbattuto già dal 2 novembre. Oggi (ieri, ndr) entravano nel lago 2850 metri cubi al secondo, e ne uscivano 1200. Siamo quindi abbastanza tranquilli sotto questo punto di vista». Non inganni neppure il raffronto con il 1951, anno di una delle alluvioni più disastrose e non solo a Pavia. «Analizziamo i dati per capire meglio – dice il direttore del Consorzio del Ticino –. Parliamo dei dati più recenti e quindi più attendibili dal punto di vista scientifico. Nel 2000, anno dell'ultima grande piena, i metri cubi al secondo in entrata nel Lago Maggiore erano 6500 contro i 2850 in uscita. Come si vede siamo lontanissimi dai numeri record o da allarme. Certo, la situazione deve essere costantemente monitorata, ma per il momento non ci sono grosse preoccupazioni. Molto, poi, dipendererà dalle condizioni meteorologiche da giovedì in poi per capire cosa succederà».(g.s.)