Sinti, scuola e sicurezza «Più controlli nei campi»
Secondo l'ultimo censimento, che risale all'8 maggio 2012, sono 450 i Sinti residenti a Pavia, tutti cittadini italiani. In particolare, 150 appartenenti ad una macro-famiglia, risiedono in piazzale Europa, mentre altri 300, divisi in due gruppi, vivono in viale Bramante. Il campo di piazzale Europa risale alla metà degli anni '80, mentre l'insediamento di viale Bramante è di qualche anno dopo. La comunità pavese, che ormai si è fermata in città, è una delle più grandi del nord-italia; al suo interno si contano circa 250 minori. Un'ordinanza sindacale del 2011 vieta nuovi insediamenti nei campi. PAVIA In consiglio comunale si torna a parlare di campi Sinti: il consigliere M5S Giuseppe Polizzi ha presentato un'interpellanza all'assessore ai Servizi sociali Alice Moggi per chiarire alcune tematiche riguardo alla dimensione della comunità Sinta da decenni stabilmente stanziata a Pavia: tasso di scolarità dei minori e sicurezza nei due campi di piazzale Europa e viale Bramante. L'interpellanza fa seguito ad un ordine del giorno sulle linee programmatiche del sindaco approvato tempo fa, che poneva sul tavolo la questione della chiusura dei campi a scopo di integrazione della comunità nel tessuto sociale. «Nessun proclama anti-Sinti: gli individui di cui parliamo sono cittadini italiani e da anni residenti a Pavia costretti dall'immobilismo della politica a vivere in campi che assomigliano a ghetti – ha spiegato Polizzi –. In questi campi si assiste a problemi di sicurezza, abbandono scolastico, microcriminalità e pregiudizio della mobilità sociale. Puntiamo a un percorso che partendo da una attenta vigilanza sul tema della scolarità, anche attraverso la partecipazione a bandi europei finalizzati all'integrazione della comunità, porti nel corso del mandato della giunta ad un superamento della concezione del campo». I dati sulla scolarità sono preoccupanti: tra gli 14-19 anni il tasso di iscrizione a un corso di scuola superiore è del 20% (con una percentuale di raggiungimento del titolo di studio del 10%). È migliore la situazione nelle fasce d'età inferiori: le percentuali si alzano dal 70% tra gli 11-14 anni fino al 100% per i bambini tra i 6 e gli 11 anni. «La questione della scolarità è quella meglio presidiata – ha sottolineato l'assessore Moggi –. Attualmente abbiamo 1 assistente sociale, 1 educatrice e 1 mediatore sociale concentrati sul lavoro nei campi, in aggiunta a 12 volontari che svolgono un'opera importantissima attraverso realtà come "La scuola di Mafalda". Lo confermano le alte percentuali di scolarizzazione tra i più piccoli: è un lavoro complesso, che darà i suoi frutti nel futuro». Sulla questione sicurezza all'indice il rischio allagamento del campo di viale Bramante: «È dovuto a un problema alla fognatura che gli interventi deliberati già dalla precedente giunta per un importo di 70mila euro contribuiranno a risolvere – ha detto Alice Moggi –. In futuro non c'è altra strada che intraprendere e proseguire un percorso di collaborazione e condivisione con la comunità. Sulle condizioni igieniche e di sicurezza dei campi lavoreremo secondo le risorse disponibili. Non è contemplabile un piano di chiusura dei campi, anche per questioni identitarie e culturali, ma si intensificherà un percorso di condivisione e inclusione della comunità Sinta». Riccardo Catenacci