Ticino, domani la piena Preoccupazione in Borgo

Ancora pioggia prevista per oggi, poi da domani un leggero miglioramento. Le previsioni per i prossimi giorni lasciano qualche spiraglio. Preoccupano però le intense precipitazioni previste per tutta la giornata soprattutto in Piemonte e Alta Lombardia. Le piogge proseguiranno anche nel pomeriggio, ma con rovesci ad intermittenza. Questo dovrebbe in qualche modo attenuare i fenomeni. La marcata instabilità proseguirà poi ancora per tutta la notte e nelle prime ore di domani mattina. Dove i metereologi, finalmente, prevedono una tregua al Nord. Ma non durerà molto, perchè in nottata sono previsti temporali anche forti. di Giovanni Scarpa wPAVIA La piena è prevista per domani, il giorno dopo in cui il livello del Lago Maggiore toccherà quota 3,80. Come nel 1951. Rassicurano gli esperti: «Non ci sarà un'ondata, però. Si tratta di una piena lenta perchè costante è l'innalzamento». «Sarà, ma non mi fido». La paletta butta fuori l'acqua che durante la notte si è accumulata sul fondo della barca, mentre la corrente sibila sotto lo scafo agganciato da una robusta catena al paletto. La gente del Borgo non crede mai alle rassicurazioni. Loro il fiume lo guardano negli occhi. Lo respirano. Lo sentono. «Non mi piace niente» dice Massimo Collu, che qui non ci abita ma è come se ci vivesse visto che da sempre ci tiene la barca. A preoccuparlo non sono i continui allarme-meteo. O almeno non solo. «Nessuno parla dell'acqua nelle campagne – spiega –. Ma quando piove così tanto se ne accumula talmente tanta che può equivalere ad un altro affluente. L'acqua, infatti, finisce nelle rogge. Poi nei torrenti. Infine nei fiumi». I barcaioli del Borgo lavorano incessantemente sui loro mezzi. Si destreggiano sfidando la forza della corrente, come equilibristi sul filo: sgottano l'acqua dal fondo, provano il motore: «In caso di emergenza, tutto deve funzionare alla perfezione. Non è la prima volta che usiamo le nostre imbarcazioni per portare la gente in salvo». Sotto le arcate del ponte, il livello si alza inesorabile. Da dietro i vetri della sua casa al piano terreno, un pensionato osserva la superficie verde-grigiastra increspata dalle folate di vento: «Ne ho viste tante di alluvioni, vivo in Borgo da una vita. I momenti più brutti sono di notte, quando senti solo il rumore del Ticino. Quel rombo non lo dimentichi mai». Le piante sono già sommerse a metà. La prima parte del prato è sommersa. I ciuffi d'erba si piegano docilmente, in direzione della corrente mentre poco più in là le prue delle barche beccheggiano e tendono corde e catene, rimanendo tenacemente attaccate alla riva. Due targhe sul muro, altissime, ricordano i livelli raggiunti dal fiume il 7 novembre 1994 e, ancora più su, la piena del 17 ottobre del 2000. Ora la facciata è pitturata di un arancione vivo, quasi a sfidare il grigio del cielo e il verde spento dell'acqua che scorre limacciosa sempre più vicino alle abitazioni. I volti preoccupati dei residenti si contrappongo a quelli sorridenti dei turisti che fanno selfie con il Ponte Coperto a far da sfondo. Il Ticino ribollente di gorghi e mulinelli è pur sempre uno spettacolo, soprattutto per chi poi se ne va lontano dalla sua ira, quando davvero il fiume decide di mostrare i muscoli. La zona del Vul è ancora fuori, ma a piccole ondate l'acqua si mangia pezzo per pezzo il prato, centimetro dopo centimetro. «Aspettiamo e vediamo – dice un residente – Abitare qui, non è come vivere altrove: ci vuole pazienza e tenacia».