Expo, bocciati 12 progetti pavesi su 14
Per Expo 2015 la provincia di Pavia ha presentato un progetto globale del valore di un milione e 705mila euro, da dividere in tre fasi. La cabina di regia Provincia-Camera di Commercio (che guida 46 partecipanti tra enti, fondazioni, università e consorzi) ha partorito il progetto unitario, realizzato dopo aver analizzato e scremato oltre 30 proposte arrivate dal territorio nelle ultime settimane. Per la prima fase mette sul piatto 536.810 euro, altrettanti ne metterà la Regione. Ma l'obiettivo è riuscire a rinegoziare anche la restante somma mancante (350 euro circa dal territorio, altrettanti dal Pirellone) prima che Regione Lombardia metta nero su bianco con una delibera i singoli stanziamenti.(g.s.) di Giovanni Scarpa wBELGIOIOSO Raffazzonati all'ultimo momento, imprecisi o fuori tema. E' così che, per l'approssimazione dei progetti presentati, la provincia di Pavia perde il treno per una parte di finanziamenti per Expo 2015. La Regione ha infatti affossato ben 12 iniziative su 14, nell'ambito del bando "Progetti di valorizzazione del patrimonio culturale conservato negli istituti e luoghi della cultura». Tradotto in soldi, su 2.202.943 euro richiesti ne arriveranno poco più di 400 mila euro. Un taglio netto, di oltre un milione e mezzo. Non solo. Gli unici due Comuni che sono riusciti ad entrare nella graduatoria sono stati Pavia e Belgioioso. Partiamo dal capoluogo. Il progetto presentato da palazzo Mezzabarba riguarda le "Collezioni di sculture e calchi in gesso nel territorio pavese: un percorso di recupero, valorizzazione, promozione e formazione". Il costo del progetto era di 314 mila euro. La Regione ne ha concessi 175 mila. L'altro Comune premiato invece è Belgioioso, con l'iniziativa "Dalle risaie ai vigneti dell'Oltrepo, fra castelli Viscontei e musei" che su un totale di 395 mila euro è riuscito a portare a casa 251 mila euro. Poi il vuoto. Fra i progetti non finanziabili, cioè che non hanno raggiunto un punteggio sufficiente per entrare in graduatoria, spicca l'Università che aveva presentato un percorso su "Camillo Golgi primo premio Nobel italiano per la medicina: una rete museale sulla rivoluzione medico biologica più importante della storia lombarda». Ma evidentemente il Pirellone non l'ha pensata in questo modo, scartando il progetto. Che, va specificato, non necessariamente poteva essere accantonato per l'argomento o l'importanza del tema, ma anche per la mancanza di dettagli tecnici e parametri da rispettare previsto dal bando. Ma visto che si parla proprio di Università, forse fa più scalpore che la Regione alla fine abbia bocciato anche un secondo progetto dell'ateneo. Non è passato infatti neppure "Il museo della tecnica elettrica, vetrina del genio italiano e lombardo per Expo 2015". Che forse non aveva niente da invidiare, quanto a contenuti, al promosso progetto sulle collezioni di sculture e calchi in gesso presentato dal Comune di Pavia. Ma tant'è. Tornando alle amministrazioni, bocciato anche Giussago che aveva chiesto un finanziamento per la realizzazione di un centro culturale polivalente. Pollice verso anche per Santa Cristina che voleva un finanziamento per la "Diffusione del patrimonio culturale della tradizione contadina e rurale". Ci aveva provato anche il Comune di Voghera. Ma "Le fonti antiche e medievali, digitalizzazione per conservare e valorizzare" resterà, per ora, nel cassetto. Così come dovrà partecipare a qualche altro bando Vigevano, che avrebbe voluto valorizzare con un progetto ad hoc il Castello "a fini culturali, sociali e di promozione turistica". Ma il piano stilato dal settore finanziario, tributi e patrimonio del Comune non ha raggiunto il punteggio minimo. C'era anche Garlasco in lizza, con "Risanamento conservativo edificio di San Rocco". Niente da fare neppure per questo. Voleva partecipare ai finanziamenti anche Landriano, con la sua City Farm, ma anche questo progetto era privo dei requisiti. Nella lista dei bocciati altri due piccoli Comuni. Il primo è Rovescala, che forse un po' troppo genericamente voleva dei soldi per la "Valorizzazione del patrimonio culturale in vista di Expo 2015". Niente neppure per lui. A bocca asciutta anche Zerbolò. Il suggestivo mix agro-tecnologico messo nel progetto "Orto planiziale, prato delle cicogne e messa in rete della Cascina" non ha trovato sostenitori. Voleva "Nutrire l'animo del Pianeta" in vista di Expo Casteggio, ma non ci riuscirà per la bocciatura del suo progetto. E' andata male poi a Broni che puntava su "Rete Oltrepo, un territorio che riscopre tante vite in comune". Ma evidentemente il gioco di parole non è bastato a far breccia al Pirellone. Nel milanese, invece, ha fatto centro il Comune di Zibido San Giacomo con il progetto "Mu2, collezioni e colazioni nei musei: itinerari di cultura alimentare sul Naviglio Pavese". Il progetto da 134 mila euro ne otterrà circa 80 mila. Per finire, chiudono gli sfortunati. Quelli, cioè, che avrebbero anche potuto rientrare nei finanziamenti per Expo, almeno in questa tornata, ma sono rimasti fuori perchè – alla fine – anche la Regione aveva esaurito i fondi per il bando: come il Consorzio Villoresi e la sua "Civiltà dell'acqua fra Ticino e Adda".