Zibido, in duecento contro le trivellazioni
ZIBIDO SAN GIACOMO Sempre di più e sempre più determinati a fermare le trivelle. Cittadini e associazione, ieri mattina, hanno alzato il tiro della protesta contro il progetto per la ricerca del gas metano manifestando nell'area dove dovranno nascere i cantieri, in via Longarone. Ancora una volta, il corteo composto questa volta da oltre duecento persone, è partito dalla piazza del Comune. L'obiettivo, ieri, era bloccare la strada provinciale 139. E così è stato. Seppure sotto l'occhio vigile di un nutrito gruppo delle forze dell'ordine, fra carabinieri, vigili e agenti della polizia. La manifestazione, però, è filata via liscia e pacifica. «Anche perchè – spiega Matteo Macchiarulo, uno dei fondatori dell'associazione di cittadini che si batte contro le trivellazioni – nel corteo c'erano tanti bambini e ragazzi che hanno manifestato perchè il Comune fermi questo progetto». La gente è di nuovo scesa in strada, con striscioni e megafoni, dopo la prima manifestazione di qualche settimana fa. Il lungo serpentone di cittadini che inneggiava al «Verde ai bambini» e al «No alle trivellazioni» ha raggiunto la provinciale 139, fermando il traffico per circa tre quarti d'ora. Poi ha raggiunto via Longarone, dove simbolicamente i ragazzi sono andati a giocare nel prato. «Ancora una volta non c'era nessuno dei consiglieri comunali, nè di maggioranza, nè di opposizione» rileva il capogruppo di minoranza Aurelio Sansone, unico presente. «Siamo tutti dalla stessa parte» fa sapere intanto in una nota il Comune che ha fissato per giovedì prossimo un'assemblea pubblica. Ma tutto potrebbe essere già troppo tardi. Il 25 novembre, infatti, è prevista l'ultima conferenza di servizi che, se non ci saranno ostacoli tecnici o giuridici, potrebbe dare già il via libera alle macchine per la trivellazione.(g.s.)