La clinica taglia gli stipendi 40 lavoratori fanno causa

Il Comune di Robbio andrà a giudizio di fronte alla commissione tributaria provinciale per una causa intentata da due residenti, Angelo Francescone ed Angela Barboso. Sul tavolo le discrepanze nei conteggi dell'Ici 2009, 2010 e 2011 relativi ad alcuni terreni. Conteggi diversi da parte dei proprietari dei due appezzamenti rispetto a quelli fatti dall'amministrazione robbiese. La differenza ammonta a poco più di 800 euro in tutto, che il municipio ha chiesto in estate notificando l'atto con il riconteggio differente rispetto a quanto pagato. «Pensiamo che i nostri conteggi siano giusti – spiegano dal municipio, chiamato in causa dal ricorso dei due cittadini – Ora attendiamo il verdetto della commissione tributaria provinciale sulla questione nella massima trasparenza». (s.bar.) di Denis Artioli wVIGEVANO Sono una quarantina (su ottantotto) i lavoratori dell'istituto di cura "Beato Matteo" che hanno aderito al ricorso legale contro l'azienda, per il recupero del superminimo in busta paga. Domani, dalle 16 alle 17, i dipendenti della clinica che hanno fatto ricorso si riuniranno nell'aula sindacale dell'ospedale di Vigevano, con Domenico Mogavino, segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica, per definire le procedure da mettere in campo. «I vertici aziendali della clinica Beato Matteo hanno deciso di togliere parte del superminimo a più di ottanta lavoratori, disdettando unilateralmente un accordo che era in vigore dal 2000 – spiega Mogavino –. Noi sosteniamo che non possano farlo, l'azienda invece ritiene di poterlo fare. Abbiamo quindi deciso di passare alle vie legali e avviare un ricorso. Sono convinto che lo vinceremo e si aggregheranno anche gli altri lavoratori». In sostanza, in seguito alla vertenza legale, sarà un giudice a decidere chi ha torto o ragione. La disdetta dell'accordo era avvenuta in estate e, nell'ambito di un clima già decisamente teso nella sanità pavese (con la vertenza Maugeri in pieno svolgimento) era partito anche il confronto tra i vertici e dipendenti alla clinica Beato Matteo di Vigevano, che fa capo al gruppo San Donato. Una nota diffusa dalla direzione dell'azienda diceva che «la disdetta, in forza di precise facoltà aziendali, si è resa necessaria anche in considerazione degli ingenti investimenti legati all'apertura del servizio di Pronto soccorso, che ha visto l'instaurazione di nuove collaborazioni». Concretamente, l'azienda ha deciso che dal primo ottobre non sarebbero più stati erogati gli emolumenti previsti nell'accordo aziendale nei confronti di tutte le categorie professionali beneficiarie». Secondo i dati forniti dai vertici della clinica, il provvedimento tocca 88 lavoratori su 245. Sul tavolo della trattativa c'è il taglio del 50% dei 154 euro mensili indicati in busta paga come "superminimo" per caposala e coordinatori infermieristici, infermieri, ostetrici, fisio e massofisioterapisti, logopedisti, tecnici di laboratorio e di radiologia. Ma sindacato e dipendenti non ci stanno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA