Passeggiata alla scoperta di luoghi dimenticati e leggende

VIGEVANO Hanno partecipato in cinquanta l'altra sera alla "passeggiata esoterica", un giro alla scoperta di luoghi sconosciuti e leggende di Vigevano. Tutto è partito da un invito su facebook del gruppo "Vigevano I love you". Nessuna quota da pagare, solo curiosità. Molte di più sono state le richieste, tanto che i promotori hanno dovuto rinviare gli esclusi a un secondo appuntamento. Prima tappa Piazza Ducale. «La numerologia è molto presente qui – ha spiegato Gian Mauro Banzola, la "guida" della serata – le curve del biscione nello stemma che introduce a via del Popolo, per esempio, sono otto, il numero che rappresenta l'infinito, come le vie che fuoriescono dalla piazza se contiamo anche l'ingresso al castello». Seconda tappa: le chiese. Santa Maria del Popolo, che originariamente era rivolta nella direzione opposta, San Pietro Martire e poi San Giorgio in Strata in via Cairoli, «il cui portone e rosone sembrano identici alle due aperture all'interno della prima scuderia, dove sorgeva prima che il signorotto dell'epoca ne ordinasse la distruzione perché, secondo la leggenda, lì venne celebrato il matrimonio segreto tra la sua amata ed un maniscalco». In via XX settembre al posto del palazzo in cui ora c'è la farmacia Vidari sorgeva la chiesa di Sant'Andrea. Era in stile gotico lombardo e, al suo interno, c'era un coro ligneo in cui erano intagliate figure mitologiche quali grifoni, draghi e unicorni. Quando venne ordinata la demolizione, quel coro venne fatto sparire. Ora in quei locali c'è il magazzino della farmacia. Non mancano in città i simboli massonici, a cominciare dai triangoli con obelisco al centro proprio di fronte alla chiesa sconsacrata di San Dionigi, all'occhio all'interno della Piramide, nella cupola della cappella dell'istituto Negrone, dal 1797 simbolo dei massoni insieme alla squadra e al compasso. Si è parlato anche di strane presenze: la "dama bianca" che si aggira nelle stanze del castello ed i fantasmi di due bambini morti tragicamente che giocano in uno dei corridoi dell'istituto Negrone. Infine una curiosità: nella sala del consiglio del Negrone c'è il ritratto alla signora Negrone, che poggia una mano sul testamento con cui lascia tutte le proprietà ai poveri e con l'altra fa il gesto delle corna, come a scongiurare la morte. (s.bo.)