«La Provincia dia premi solo a chi riduce la burocrazia»

di Linda Lucini wPAVIA «Il problema non è se riconoscere o meno i premi ai dirigenti, bensì capirne le motivazioni». Marco Montagna, presidente del Comitato Piccola media industria di Confindustria Pavia, commenta così la notizia dei premi concessi ai dirigenti della Provincia. Si tratta di una quota integrativa dello stipendio, pari a 448.668 euro lordi, che i dirigenti percepiranno come premio per il 2014 come prevede la legge, ma proprio nel momento in cui la Provincia si trova a tagliare importanti servizi ai cittadini. I premi andaranno ai dieci dirigenti in servizio a Piazza Italia per il lavoro svolto nel 2013. «Era inevitabile che la notizia suscitasse polemiche – dice – In piena crisi economica e occupazionale, notizie del genere sono una potenziale fonte di irritazione. Soprattutto in considerazione dei problemi burocratici che incontrano le imprese». Montagna sottolinea che «Confindustria è favorevole a legare parte della retribuzione alla produttività, sia nel privato che nel pubblico». Tuttavia il rappresentante della piccola e media industria pavese chiede chiarimenti: «La pubblica amministrazione deve rendere trasparenti i dettagli delle quote integrative concesse ai suoi manager. Serve un politica di accountability (responsabilità sui risultati ottenuti, ndr) perché ho la netta sensazione che una larga fascia di cittadini ed imprese non percepiscano la qualità dei risultati ottenuti dai dirigenti premiati. Se questi risultati ci sono è giusto che vadano pubblicizzati e premiati, ma invocare semplicemente un automatismo di legge appare un tecnicismo poco condivisibile che contribuisce ad allargare il solco tra istituzioni e cittadinanza in generale». Montagna propone inoltre di «legare i premi dei dirigenti pubblici anche alla riduzione dei tempi e alla semplificazione delle procedure amministrative che coinvolgono le imprese, che deve però essere oggettiva e verificabile». L'attacco di Montagna è anche politico: «Nel corso dell'Asssemblea Generale di Confindustria Pavia, tutti quanti abbiamo espresso i nostri buoni propositi: forze produttive, politica ed enti pubblici. Tornare a pratiche di vecchia politica sembra decisamente inopportuno».