«Non si fa la pista ciclabile ma sistemeremo le strade»

GARLASCO Tramonta il progetto per la realizzazione dell'attesa pista ciclopedonale che nei progetti avrebbe dovuto collegare il centro di Garlasco con il santuario mariano della Bozzola. Il problema è legato alla mancata ratifica di un accordo per un intervento privato (la ristrutturazione dell'ex cabinone Enel di via Bozzola, ancora nel cuore di Garlasco) che avrebbe avuto come beneficio per la collettività la nuova pista ciclopedonale. Un'opera chiesta da decenni per favorire gli spostamenti a piedi ed in bicicletta nelle poche centinaia di metri che separano l'abitato di Garlasco con la frazione che ospita il santuario. L'opera, valutata 300mila euro circa, sarebbe stata la compensazione che i costruttori di un'area residenziale-commerciale all'interno dell'ex edificio Enel avrebbe fatto per il Comune invece di pagare gli oneri di legge. Il progetto di riqualificazione è eclissato, nonostante le continue richieste del municipio alla ditta immobiliare milanese che aveva proposto l'idea ormai quasi un lustro fa. E di pari passo è affondato, ed in questi giorni se n'è avuta l'ufficialità, anche la pista ciclabile. Il Comune la farà lo stesso? La risposta al momento è no. Perchè dalle casse comunali non possono uscire 300mila euro in un solo fiato per realizzare quest'opera. Ad impedirlo la legge europea chiamata "patto di stabilità" che limita fortemente le spese per investimenti in opere pubbliche dei Comuni. «L'idea per l'anno prossimo è quella di spendere i soldi per un corposo piano di sistemazione delle strade di Garlasco. Purtroppo il patto di stabilità ci strozza e non ci permette di realizzare grandi opere: se potessimo le faremmo» spiega l'assessore all'Urbanistica Francesco Santagostino. Sandro Barberis