In assise il delitto di via S. Epifanio
PAVIA Si apre oggi davanti alla Corte d'Assise di Pavia il processo che vede Abel Ronal Cardenas Machuca, peruviano di 20 anni, accusato dell'omicidio di Felipe Alejandro Zamorano Campuzano, un giovane di 23 anni di origine colombiana. Il delitto si era verificato la notte tra il 4 e il 5 febbraio del 2013 in un appartamento di via Sant'Epifanio, accanto all'Orto Botanico. Insieme a Cardenas era stato arrestato anche Juan Miguel Loor Gonzalez, 35 anni dell'Equador, che in udienza preliminare ha chiesto di discutere con il rito abbreviato. La vittima era stata accoltellata nell'appartamento in via Sant'Epifanio, in pieno centro a Pavia, dove il ragazzo era ospite. I vicini di casa, preoccupati dal trambusto e dal rumore che quella notte era più forte del solito, avevano chiamato la polizia. E quando gli agenti della volante erano riusciti a entrare in casa avevano scoperto il cadavere di Zamorano, in una pozza di sangue, raggiunto da 14 fendenti, 7 diretti al torace, assestati con un coltello da cucina. I due amici avevano fornito versioni diverse e contrastanti di come si erano svolti i fatti in quella tragica notte. Sembra tuttavia che dopo aver trascorso la serata insieme in un locale di piazza Emanuele Filiberto i tre conoscenti si siano trasferiti nell'appartamento di via S. Epifanio di cui risultava inquilino Gonzalez. Fin qui le versioni coincidono. Ma poi i due arrestati hanno fornito dichiarazioni contrastanti e, secondo l'accusa che sarà sostenuta in aula dal sostituto procuratore Roberto Valli, anche «inverosimili». Quella notte è scoppiato un litigio. Ma i due sostengono di essere stati aggrediti dalla vittima che poi, al culmine del delirio, avrebbe rivolto il coltello verso di sè. (m.g.p.)