Banche sotto tutela Bce
di Andrea Di Stefano wMILANO Una data storica. Molti la paragonano all'introduzione dell'euro ma difficilmente per i cittadini ci saranno gli stessi effetti palpabili e rilevanti. Da ieri la Banca centrale europea ha assunto i compiti di vigilanza su 120 gruppi bancari dell'Eurozona, che rappresentano l'82% delle risorse del credito a livello totale. «Per tutte le altre 3.500 banche la Bce fisserà e monitorerà gli standard e lavorerà a fianco delle autorità nazionali competenti nella vigilanza», ha sottolineato in una nota l'Eurotower. Il Single supervisory mechanism (meccanismo singolo di supervisione), il nuovo organo della Banca centrale europea (Bce) ha assunto formalmente il ruolo di sorvegliante di circa cinquemila banche dell'eurozona. Alla guida del Ssm c'è la transalpina Daniele Nouy, a lungo segretario generale dell'Autorità di controllo prudenziale della Banque de France. Oltre al presidente della Bce, Draghi, e alla Nouy, nel consiglio direttivo dell'Ssm ci sarà anche la tedesca Sabine Lautenschläger, che in passato è stata vice presidente della Bundesbank e direttore generale dell'organo tedesco di vigilanza bancaria (Fin), l'italiano Ignazio Angeloni, la canadese Julie Dickson e la finlandese Sirkka Hämäläinen. Nonostante la supervisione unica permarranno enormi differenze fra i Paesi come ha evidenziato la vicenda degli stress test che hanno a tutti gli effetti privilegiato le banche con forte esposizione finanziaria (come le tedesche) a discapito degli operatori maggiormente coinvolti nelle attività tradizionali come quelli italiani. Il quadro del sistema non è, comunque, così roseo come anche hanno sostenuto i vertici delle principali banche. «I risultati dell'esame della Bce e dell'Eba sul sistema bancario europeo hanno certificato una buona solidità che spero contribuirà a rafforzare la fiducia dei mercati», ha sostenuto il presidente di Unicredit, Giuseppe Vita. «La sfida più importante è superare la stagnazione delle economie europee». Secondo un'analisi dell'ufficio studi di Mediobanca la Bce dovrà fare i conti con un sistema ancora zeppo di asset tossici o comunque critici. Nelle prime 20 banche Ue ce ne sono ancora per 225 miliardi di euro e valgono circa 1/4 del patrimonio netto e quasi il 40% degli attivi totali: numeri ben diversi da quelli emersi dall'ultimo esame sul rischio che ha visto le banche italiane finire sul banco delle più rischiose con ben 9 istituti sottocapitalizzati (scesi a quattro perché nel frattempo sono intervenuti consistenti aumenti di capitale). ©RIPRODUZIONE RISERVATA