Da Terni a Bruxelles «per non chiudere»
BRUXELLES Sono passate da poco le dieci di mattina quando il primo dei tre autobus con a bordo i lavoratori di Acciai speciali di Terni (Ast) è a Bruxelles. Arriva a piazza Luxembourg. Davanti c'è la sede dell'Europarlamento. Venti ore di viaggio dall'Umbria, per ripartire in serata, con in testa già un nuovo appuntamento, quello di giovedì al Mise. Alle 11 in 160, molti con tute ed elmetti da lavoro, sono schierati dietro lo striscione rosso con la scritta gialla: «No allo smantellamento delle acciaierie di Terni». A portarli fino qui, è la convinzione che la partita per salvare i posti di lavoro passi anche da quell'Europa, che nella loro vicenda è stata matrigna. «Un'Europa ingiusta», come la definisce il vicepresidente dell'Europarlamento Davide Sassoli (Pd) riferendosi alla decisione dell'antitrust di invalidare la cessione dell'impianto alla finlandese Outokumpu «facendo riferimento a una posizione dominante anacronistica». Perché, come osserva il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini non si può pensare alla competizione nell'Unione, quando poi l'acciaio proviene in gran parte da altre aree del mondo, a partire dall'Asia. E la Commissione Ue non può chiudere gli occhi di fronte ad un'azienda, la ThyssenKrupp, che riserva ai lavoratori italiani un trattamento diverso da quelli tedeschi. In Italia li chiama esuberi, in Germania si limita a ridurre ore di lavoro. «La politica dei due pesi e delle due misure non va bene», afferma l'altro vicepresidente italiano dell'Europarlamento Antonio Tajani (Fi), che con Sassoli ha organizzato una serie di incontri per la delegazione sindacale e dei lavoratori all'Europarlamento e alla Commissione. La strategia c'è. La partita è da giocare con la dg Concorrenza e la nuova commissaria danese Margrethe Vestager. Dati tecnici alla mano occorre «lavorare sui punti deboli» della posizione Thyssen, dimostrando che «non sta applicando il piano industriale come dovrebbe», spiega Tajani. Intanto non si calmano le polemiche per la carica della polizia contro il corteo dei lavoratori di mercoledì a Roma. Oggi pomeriggio in Aula alla Camera sarà discussa e votata la mozione di sfiducia individuale presentata da Sel (primo firmatario, Arturo Scotto) e M5S - e condivisa successivamente dalla Lega - nei confronti del ministro dell'Interno Angelino Alfano.