Vigevano dice addio a Giuseppe Molina

La prima racchetta l'aveva presa in mano a 16 anni. Giuseppe Molina è stato in assoluto il vigevanese che ha avuto i migliori risultati nel mondo del tennistavolo. I primi passi come giocatore li ha mossi nel 1947 all'oratorio dell'Immacolata di via Berruti, dal quale prese le mosse una carriera che l'avrebbe portato anche all'estero. Nel 1949 vinse il primo titolo italiano nel doppio di terza categoria e si classificò secondo nel singolare. L'anno successivo vinse invece il primo titolo assoluto italiano sempre nel doppio. Nel 1951 arriva l'incoronazione nel singolo. Complessivamente ha conquistato 10 titoli assoluti, l'ultimo dei quali risale al 1968 nella specialità del doppio misto con la vigevanese Antonietta Galli. Nella bacheca di Molina figura anche un titolo a squadre conquistato a Bologna nel 1955 con i colori del Tennis Tavolo Vigevano di cui all'epoca era presidente Spartaco Rudi. Il team era composto, oltre che da Molina, da Corrado Toscani, Angelo Gianella e Fulvio Belmontesi. Per vent'anni consecutivi Giuseppe Molina è stato tra i primi quattro giocatori più forti d'Italia, indossando la maglia azzurra per 68 volte. Ha partecipato con la maglia dell'Italia anche a sette campionati del mondo e a un campionato europeo. Ha continuato a giocare anche quando non era più giovanissimo collezionando 22 titoli per veterani. «A 61 anni – ricordava – ero il 213esimo d'Italia su oltre 5mila classificati». É stato anche dirigente. VIGEVANO Si è spento l'altra notte a 83 anni, dopo una lunga malattia, Giuseppe Molina, storico imprenditore vigevanese, che ha legato il suo nome a quello della ditta di macchine per calzature Molina e Bianchi. Oltre che imprenditore degli anni del boom economico, da giovane è stato un atleta di livello nazionale di tennis tavolo, tanto da indossare per 68 volte la maglia della nazionale. Nel campo della macchine per calzature è stato un pioniere ed era tra i fondatori dell'Assomac, l'associazione nazionale dei produttori di macchine per calzature. «E' stato un fondatore dell'Assomac – spiega Baccini – e ha fatto parte di vari consigli direttivi. La Molina e Bianchi ha contribuito a portare il nome di Vigevano nel mondo». Era il 1955 e Vigevano stava per entrare nel proprio periodo economico migliore. Nel 1962 Lucio Mastronardi l'avrebbe trasformata in città simbolo del boom economico, con il suo primo romanzo "Il Calzolaio di Vigevano". Giuseppe Molina in quel 1962 aveva iniziato a produrre macchine per calzature, intuendo quello che sarebbe stato il settore che avrebbe retto fino al 2003, l'anno del grande inverno per il meccano calzaturiero. Un inverno che inevitabilmente ha colpito anche la Molina e Bianchi, che per prima a Vigevano nel meccano calzaturiero scelse la soluzione del contratto di solidarietà. «Ai tempi - ricorda Salvatore Marrano sindacalista della Cgil - era stato applicato soltanto in poche aziende del circondario. La Molina e Bianchi fu la prima del settore metalmeccanico a Vigevano ad accettare una scelta di quel tipo. Era una scelta coraggiosa che permetteva di non licenziare e di non ricorrere alla cassa integrazione, cosa che spesso e volentieri è l'anticamera del licenziamento. Col senno di poi fu la scelta giusta perché permise di difendere dei posti di lavoro nel mezzo della crisi». La Molina&Bianchi; dopo il periodo di difficoltà ripartì e continuò a lavorare, cambiando anche l'assetto societario. Oggi la gestione è passata a Franco Molina, figlio di Giuseppe, e si confronta su nuovi tavoli economici, in uno scenario completamente cambiato. Negli ultimi anni Giuseppe Molina, che è sempre comunque rimasto vicino a quella che era la fabbrica creata da lui, ha dovuto purtroppo ingaggiare una battaglia con la malattia, terminata l'altra sera con la sua scomparsa, proprio mentre il figlio era all'estero per lavoro con il nome di quell'azienda che lui stesso ha fondato quasi 69 anni fa. Giuseppe Molina è nato nel 1931, ultimo di quattro figli. Il padre Natale era un artigiano calzaturiero. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Castello, che ogni anno va a un vigevanese illustre. Più volte ha rifiutato di entrare in politica, nonostante le sollecitazioni. Domani i funerali alle 10.30 in duomo. Andrea Ballone