Aliman, mattina all'Ipsia pomeriggio a scuola di gol

VOGHERA «Mi piaceva veder giocare a calcio, ma non praticarlo». La storia tra Anderson Aliman e il calcio è iniziata tre anni fa quando ha provato per la prima volta l'esperienza di far parte di una squadra e disputare un campionato agonistico di Allievi. Con gli Aquilotti ha avuto possibilità di provare. Così Anderson ha scoperto di avere talento. Giunto a San Martino dopo aver fatto la spola tra la Costa D'Avorio, dove è originario, e la Francia, dove vive la nonna, il ragazzo, allora quindicenne, ha iniziato tirare i primi calci. «In Costa D'Avorio si poteva giocare nelle strade, ma io preferivo con gli amici andare a vedere le partite. Poi la prima volta in cui ho giocato ho visto che avevo attitudine e ho continuato. L'esigenza all'inizio quando arrivai in Italia era cercare un oratorio». Quindi se ad un ragazzino appassionato solitamente vengono date le prime basi calcistiche a sei anni, Aliman a quindici scopre che il calcio gli piace e ha predisposizione a praticarlo. «Avevo degli amici che mi avevano detto che mancava un giocatore in squadra – racconta come è stato il primo impatto - ho visto che riuscivo bene e quindi ho scelto di giocare», spiega Anderson che partendo dagli Allievi Provinciali è passato poi a fare qualche presenza in Terza categoria con gli Aquilotti. Ora l'OltreVoghe punta su «Ali» in virtù anche dell'ottimo campionato negli Juniores regionali dello scorso anno. La squadra di Croce nella passata stagione è arrivata prima e Aliman ha segnato 14 reti dando un contributo decisivo. In questa annata ha fatto tutta la preparazione a Stradella con la squadra che quest'anno è passata in serie D. «All'inizio è stato duro perché mi allenavo ogni giorno e non ero abituato, poi non ho avuto problemi – dice - L'obiettivo è fare più presenze possibili in serie D». Quando aveva iniziato a fare i primi allenamenti Aliman venne schierato in difesa, poi passa ad essere attaccante con buoni risultati. «Sono polivalente». Quest'anno dopo un primo momento in cui era aggregato con la prima squadra, ora si allena solo con la Juniores Nazionale dovendo frequentare ore di lezione pomeridiane all'Ipsia di Pavia. «Per me prima di tutto il calcio è uno sfogo che mi permette di divertirmi, poi non si sa mai che si possa andare avanti», spiega il giovane che vive a Pavia con mamma Faustina e la sorella Sylvi.(m.q.)