La protesta dei pazienti «Ospedali non in rete»
MORTARA Nell'era di internet l'Azienda Ospedaliera di Pavia preferisce il trasporto su gomma per il passaggio delle informazioni da un presidio all'altro. E il trasporto è a carico dei pazienti, che adesso cominciano a lamentarsi. Lo dimostra la storia di un paziente arrivato al Pronto soccorso dell'ospedale di Mortara nel week end. Il medico lo soccorre e poi prescrive un esame di controllo e una visita con lo specialista, da effettuare all'ospedale di Vigevano. Qui il paziente si sottopone all'esame diagnostico e viene rispedito a Mortara a consegnare il referto, quindi il giorno della visita si presenta in ambulatorio dove, al termine del controllo, gli viene consegnato un foglio da portare a Mortara per chiudere la pratica. In entrambi i casi il viaggio di ritorno all'ospedale mortarese si riduce a un mero passaggio di carte, da consegnare alla reception del Pronto soccorso. Uno spreco di tempo e di denaro tanto per il cittadino quanto per l'Ao, che potrebbe essere evitato con il ricorso ai computer. «Bisogna immaginare una procedura più snella per la comunicazione - spiega Sante Marangon, sindacalista Cgil -. Le procedure sono tutte per via telematica, quindi anche l'esito potrebbe passare attraverso il sistema». Tanto più che tra i due presidi il passaggio di informazioni c'è al momento di prenotate le prestazioni, ma non si ha più al momento di chiudere la pratica. «La pratica - afferma Domenico Mogavino, sindacalista Cisl - doveva essere chiusa a Mortara, ma è sbagliato far girare il cittadino per tutta la Lomellina». Non è dello stesso avviso l'azienda: «Non ci sono direttive regionali che vadano nella direzione di un passaggio interno di queste informazioni - spiegano i dirigenti - Qualora ci fossero attiveremmo subito un passaggio di questo tipo». «Ci sono progetti - argomenta Mogavino - finanziati con le Risorse aggiuntive regionali che riguardano proprio la dematerializzazione degli atti pubblici, mi sembra assurdo che tutte queste parole non si concretizzino nel quotidiano. Più che altro qui c'è un depotenziamento sia della rete sia delle risorse umane. Dove prima c'era personale amministrativo ora l'incombenza ricade impropriamente sul personale infermieristico». «A volte - concorda Marangon - molte buone pratiche sfuggono, anche perché si opera in una situazione difficoltosa. I presidi sono in rete, potrebbe essere facile risolvere il problema visto che abbiamo un ufficio informatico». Giuseppe Del Signore