Ex Neca, bonifica in dirittura d'arrivo
Tra le variazioni che verranno apportate al progetto, una potrebbe riguardare l'edificio della ex riseria Noè Traverso (foto). Sino a ora, infatti, l'immobile una volta ristrutturato avrebbe dovuto ospitare la nuova sede dell'istituto musicale Vittadini. E avrebbe dovuto costituire una specie di "casa della musica" per i pavesi, con una particolare attenzione e predilezione per i più giovani. «Ma tra le nuove ipotesi che ci sono state illustrate – spiega il sindaco Depaoli – vi è il fatto che l'ex riseria venga utilizzata come un museo "della cura dell'uomo". In altre parole, un museo della storia della medicina che, come sappiamo, è legata in maniera molto forte alla storia di Pavia». Del resto, osservando l'ex area industriale, si ha sullo sfondo la veduta dell'ex ingresso principale al policlinico San Matteo. In questi spazi, quindi, potrebbero essere messi in esposizione una serie di materiali che, attualmente, sono dispersi tra vari poli cittadini o, addirittura, non trovano spazio e rimangono nei magazzini. «Un museo di questo tipo – conclude Depaoli – sarebbe probabilmente il primo in Italia». di Fabrizio Merli w PAVIA La buona notizia è che la bonifica dell'area ex Neca è alle battute finali. Dopo quasi tre anni di tribolazioni e 8,5 milioni spesi dalla proprietà, la società strumentale Isan, emanazione della fondazione Banca del Monte, a fine mese potrebbe arrivare il "via libera" definitivo. Prelievi e analisi hanno rivelato che le sostanze inquinanti non sono residui lasciati nel terreno, ma vengono portare in questa zona dal corso del Navigliaccio. Quindi dovrebbe essere sufficiente una "trincea", un muro di cemento interrato, a fare da barriera agli inquinanti. Di questo si è discusso, ieri pomeriggio, nel corso di un incontro tra il sindaco, Massimo Depaoli, l'assessore all'urbanistica, Angelo Gualandi e Andrea Astolfi, presidente di Isan. Sciolto il nodo bonifica, si potrà iniziare a discutere concretamente del via ai lavori. Anche se, in tanti anni, la situazione è cambiata. Il primo fotogramma della storia Neca porta la data del 15 ottobre 2009. Alessandro Cattaneo, sindaco da pochi mesi, ospita a palazzo Mezzabarba il presidente della fondazione Banca del Monte, Aldo Poli, il progettista dell'area, l'architetto-star Massimiliano Fuksas e il costruttore interessato all'intervento, Francesco Bellavista Caltagirone che con la sua società del gruppo "Acqua marcia" è sulla cresta dell'onda. I numeri illustrati in conferenza stampa parlano da soli: 50mila metri quadrati di superficie lorda pavimentabile, su un'area dell'estensione di 80.066 metri quadrati. Nel dettaglio, 27mila metri a residenziale, 8.500 a ricettivo e hotel, 3.500 per la produzione di beni e servizi, 5,500 di terziario, 3mila di congressuale e fieristico e 2.500 di commerciale. L'area è strategica e il Comune pone molta attenzione al progetto. Costruire un palazzo per i congressi e le fiere diventa cruciale laddove la ex Neca, nel cuore di Pavia, può essere collegata alla tangenziale Ovest facendo rivivere il tratto "morto" di raccordo alla tangenziale. Significa, in parole povere, portare nel cuore della città chi arriva da Milano in pochi minuti. Una prospettiva che, in chiave Expo, appare più che allettante. Ma gli entusiasmi si raffreddano quando le ruspe buttano giù i capannoni di quella che fu una fonderia specializzata nel produrre radiatori in ghisa. Il terreno , nonostante la bonifica, presenta ancora valori incompatibili con insediamenti civili. Tutto si blocca. A maggior ragione quando, il 21 maggio 2012, la procura della Repubblica di Pavia mette l'area sotto sequestro. Secondo le analisi disposte dai magistrati, nel sottosuolo della ex Neca vi sarebbero imponenti quantità di scarti di fonderia. Ma all'esito dei ricorsi, la Cassazione revoca il sequestro ridimensionando in maniera sostanziale l'impostazione dell'accusa. Potrebbe essere una buona ripartenza, ma alle difficoltà "ambientali" si assommano quelle finanziarie. La società "Pia acqua marcia" di Caltagirone inizia ad emettere sinistri cigolìi e la società Isan risolve il contratto che aveva firmato con Caltagirone. Tra il 2012 e il 2014, tuttavia, il progetto continua a rimanere ai blocchi di partenza. Ancora una volta, a tenere fermo il cantiere, è la qualità del sottosuolo. L'Arpa, a differenti riprese, rileva sostanze inquinanti che, dopo una bonifica, non si dovrebbero registrare. Due le ipotesi: o la bonifica è stata fatta male, o gli inquinanti arrivano dal Navigliaccio. Ci vogliono un paio di anni per scoprirlo. Oggi l'ex Neca è, innevitabilmente, un'altra cosa. «Abbiamo contatti con alcuni operatori – spiega Astolfi – ma sino ad ora non potevamo dare garanzie sui tempi. Adesso stiamo vedendo un po' di luce, anche se il progetto, alla luce dei costi imprevisti della bonifica e della crisi dell'edilizia, dovrà essere ridimensionato». Resterà, tuttavia, il centro congressi. «Per noi è molto importante – dice il sindaco Depaoli – perchè dà un senso pubblico a un progetto di recupero».