#SonoStatoio, la rabbia corre sul web
«Ciao Stefano! Hai capito adesso in che mondo vivevi?» Così Adriano Celentano ricorda Stefano Cucchi in un lungo post apparso ieri sul suo blog e visitato da migliaia di persone. «Dove sei ora è tutta un'altra cosa –scrive Celentano – Sei finalmente libero di amare, senza più il timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perché dove sei tu non si può morire». Ma Celentano non è stato il solo a rendere omaggio al ragazzo la cui morte rimane senza un colpevole. Dure le parole di Lorenzo Jovanotti pubblicate sul profilo Facebook, con le quali ha commentato la sentenza di assoluzione per tutti gli imputati del processo Cucchi. «La vita è una tombola, ma le istituzioni dello Stato non possono esserlo. Quando la polizia prende in consegna un cittadino disarmato, lo arresta, in base al diritto democratico quella persona deve potersi sentire al sicuro anche nel caso più estremo, anche se fosse il peggiore fuorilegge. È la base della democrazia. Se per qualsiasi ragione mi ferma la polizia e io ho paura vuol dire che sono in un altro Paese, uno di quelli dove spariscono le persone». E ieri su Twitter ha spopolato l'hashtag #sonoStatoio. In tanti hanno messo la propria foto con un cartello o un semplice pezzo di carta e la scritta: "Sono stato io".