Arsenale in casa, imprenditore nei guai

di Denis Artioli wVIGEVANO Un fucile a pompa (Winchester calibro 12), un fucile a canne mozze (lupara), un fucile semiautomatico calibro 12, una carabina calibro 22, una pistola calibro 22 e un'altra calibro 9 e poi, una penna-pistola calibro 6,35 (di fabbricazione artigianale) che, secondo i carabinieri, da distanza ravvicinata è in grado di uccidere. E poi, una grande quantità di munizioni. I carabinieri di Vigevano, guidati dal capitano Rocco Papaleo, dopo diverse perquisizioni effettuate nelle abitazioni e nell'attività commerciale di un insospettabile imprenditore, G.P., 36 anni, produttore di pellame e pelletteria per l'alta moda, hanno scoperto un vero e proprio arsenale. G.P. è stato arrestato con l'accusa di detenzione illegale di armi e munizionamento, e di ricettazione, assieme al cugino, A.D., operaio, 30 anni. Entrambi sono incensurati e c'è ancora un'indagine in corso (per questa ragione non sono state diffuse le generalità complete). L'arresto è stato convalidato e per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere a Pavia. Le armi con le matricole abrase o provento di furti in abitazione, sono state trovate in vari nascondigli: ad esempio, un fucile infilato nella canna fumaria di un'abitazione, uno avvolto nel pellame destinato alla lavorazione conciaria. Tra i nascondigli, scoperti tra Vigevano e Turbigo, i militari hanno anche individuato un'autorimessa nelle disponibilità del cugino dell'imprenditore, anch'egli arrestato per detenzione illegale di armi e munizioni: si è giustificato spiegando di aver custodito alcune armi su richiesta del parente, dietro la promessa di ricevere «un bel regalo» per Natale. L'imprenditore, invece, ha dichiarato di essere un appassionato di armi e, soprattutto, un ammiratore del personaggio cinematografico di Tony Montana interpretato da Al Pacino nel film "Scarface". G.P. ha appesa in casa un'enorme litografia del personaggio. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, guidato dal tenente Michele Minetti, si sono insospettiti notando l'assidua e anomala frequentazione dell'imprenditore con alcuni malavitosi locali. Secondo quanto dichiarato da G.P., sarebbero state queste persone a procurargli le armi, visto che lui non poteva acquistarle essendosi dichiarato, in passato, obiettore di coscienza per evitare il servizio militare. L'indagine dei carabinieri è solo all'inizio ed è finalizzata a verificare quale legame vi sia tra l'imprenditore e i personaggi da lui frequentati. I militari sospettano di aver recuperato un arsenale a disposizione della malavita vigevanese e, per questo, stanno valutando alcuni recenti episodi di cronaca in cui si è registrato l'utilizzo di armi da fuoco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA