Le parabole mediatiche di Ravasi

Martedì alle 15 il collegio Borromeo ospiterà la tappa pavese de Il Cortile dei Gentili, l'iniziativa che, dal febbraio 2011, vede alcune città ospitare occasioni di incontro e di confronto per creare spazi di dialogo tra credenti e non credenti su temi della fede, dell'etica e della scienza. Sul tema scelto, "Il farsi e il disfarsi della coscienza", dialogheranno Luca Vanzago (docente di filosofia teoretica all'università di Pavia), Stefano Cappa (neuroscienziato allo IUSS di Pavia) e Lorenzo Magrassi (neurochirurgo del San Matteo) con il cardinale Ravasi e il vescovo monsignor Giovanni Giudici (nella foto). «Metterò in luce come sia necessario comprendere che la coscienza è sempre immersa in un mondo, fatto di cose, di esseri viventi e di esseri umani», spiega il professor Vanzago. Ingresso libero fino a esaurimento posti. PAVIA S'intitola "Parabole evangeliche e parabole mediatiche. La comunicazione della fede nella cultura contemporanea", la lectio magistralis che domani alle 17.30 aprirà la due giorni all'almo collegio Borromeo, che vedrà ospite il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura. «E' un titolo apparentemente criptico scelto dal cardinale per indicare la sua intenzione di spiegare come le capacità tecniche e comunicative della moderna tecnologia siano utili per dare messaggi postitivi, cosa in cui Gesù fu grande maestro», dice il Rettore del Borromeo don Paolo Pelosi, che ha proposto al cardinale Ravasi questo incontro pubblico per affrontare una tematica molto attuale. «Nelle giovani generazioni c'è un forte bisogno di relazione e di ascolto e, accanto ai rischi che accompagnano, in ogni ambiente, la vita relazionale e sociale, le nuove tecnologie, per le loro capacità di saper accorciare le distanze, aprono opportunità straordinarie alla pastorale». Già nel discorso intitolato "Vizi che diventano virtù nella comunicazione", tenuto alla Libera Università Maria SS. Assunta di Roma a novembre 2013, infatti, il cardinale Ravasi affermava: «L'uso della comunicazione virtuale sta inesorabilmente creando un nuovo profilo antropologico, che adotta un modello "freddo" di relazioni interpersonali: la persona è collocata in una dimensione non più diretta e "fisica" ma "virtuale" e smaterializzata. Di fronte a questo orizzonte così problematico, forte può essere la tentazione dello scoraggiamento e dell'atteggiamento rassegnato o dimissionario, e, anche a livello ecclesiale, non mancano fenomeni di rigetto. Tuttavia, il filosofo e sociologo francese Edgar Morin ha dimostrato con molti altri studiosi di questi fenomeni, che la nuova comunicazione possa, in ultima analisi, generare una realtà più ricca e complessa e persino più feconda anche umanamente. Le nuove generazioni crescono condizionate dai mezzi di comunicazione di massa ed è necessario integrare il messaggio cristiano in questa "nuova cultura" della comunicazione moderna». Dopo l'incontro pomeridiano, alle 21, il cardinal Ravasi celebrerà la S. Messa in Duomo, nella memoria di San Carlo Borromeo per i docenti e gli studenti universitari. L'ingresso è libero. Marta Pizzocaro