«Aggressioni e minacce Noi siamo in prima linea»
Rimborso diretto di spese mediche, convenzioni con cartolerie, rimborsi sui libri scolastici, buoni lavanderia per lavare e stirare i panni di casa, rimborso di parte delle rette di nidi e materne, di Grest, centri estivi. È il progetto di welfare aziendale promosso dal Mondino per i 247 dipendenti presentato ieri dal direttore sanitario Angela Moneta nel corso del convegno Conciliare in fondazione alla presenza di amministratori locali e vertici delle strutture sanitarie della provincia. Era presente anche l'assessore regionale Mario Melazzini. Il progetto del Mondino è stato finanziato con circa 80mila euro dalla Regione col bando su conciliazione famiglia-lavoro, il restante 20% è stato investito direttamente dalla fondazione. di Anna Ghezzi wPAVIA Parenti che gridano. Che prendono a pugni il vetro che li separa dall'infermiere addetto al triage. Pazienti psichiatrici difficili da contenere, persone che hanno abusato di alcol o sostanze che mettono le mani addosso o sbraitano minacciando tutti. Lo raccontano gli operatori sanitari in servizio al pronto soccorso del San Matteo, vero punto di riferimento della provincia che dunque sopporta gli stress maggiori in termini di numero di pazienti in entrata e di parenti e amici in attesa. Della sicurezza in pronto soccorso si è parlato anche in Regione, in commissione sanità su richiesta del 5 stelle Dario Violi. «A marzo – spiega Roberto Gentile, segretario regionale e pavese della Fials – la giunta si era impegnata su mandato del Consiglio regionale a rendere più efficace l'attività di vigilanza e valutare la possibilità di inquadrare nell'opera di vigilanza gli ausiliari di polizia già presenti nei punti di pronto soccorso, aumentando la videosorveglianza. Ma le parole non sono state tradotte in pratica». Il grido d'allarme è arrivato in Regione dal Sacco: dopo le aggressioni al personale il direttore sanitario dell'ospedale, Ezio Goggi, e i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto un presidio permanente di polizia. Sul tema sicurezza la Regione non ha competenze proprie, ha ricordato il vicepresidente della commissione Angelo Capelli (Ncd), che ha promesso l'invio di una informativa all'assessorato regionale alla Salute e di «coinvolgere i soggetti competenti». «A Pavia – spiega Giovanni Evangelisti, medico del pronto soccorso e rappresentante Fials –c'è il problema di gestire l'aggressività di chi, magari codice bianco e quindi poco grave, attende ore in sala d'attesa. Poi ci sono gli etilisti, le persone con disagio sociale, i pazienti psichiatrici. L'intervento della sicurezza non può essere tempestivo perché ci sono distanze da coprire». Quando accade un episodio di aggressione, si segnala una "non conformità" ma questo non tiene contodi tutto ciò che viene taciuto. «Il problema – spiegano gli operatori – i i pazienti cercano risposte che non trovano altrove, ma che nemmeno un pronto soccorso può dare». A Pavia ieri si è tenuto il primo corso dedicato a medici e infermieri del pronto soccorso di tutta la Regione e organizzato da Simeu, la società italiana di Emergenza urgenza, per imparare come comunicare meglio e come gestire ansia e aggressività di pazienti e accompagnatori. «L'avevo promesso pubblicamente – spiega la presidente regionale Simeu Maria Antonietta Bressan, primario del pronto soccorso al San Matteo – e siamo riusciti a farlo, con 32 professionisti da tutta Italia. La maggio parte dei reclami che riceviamo sono per la qualità percepita del servizio. "Ho aspettato troppo", "gli operatori sono scortesi", "non mi hanno detto che hanno ricoverato mia mamma": eppure se trovi chiave giusta per parlare con le persone si possono evitare tanti problemi».