Cook fa outing: «Orgoglioso di essere gay»

«Sono orgoglioso di essere gay». Con queste parole Tim Cook, amministratore delegato della Apple, ha cambiato il volto delle corporation Usa. Sono pochissimi gli uomini ai vertici delll'industria Usa ad avere fatto "coming out" e la sua dichiarazione, avvenuta in un editoriale pubblicato da Bloomberg Businessweek, ha avuto un effetto-bomba. «Vorrei essere chiaro: considero il fatto di essere gay uno dei più grandi doni che ho mai ricevuto da Dio», dice il successore di Steve Jobs lanciando indirettamente un messaggio alla sua nativa Alabama. Che notoriamente è uno stato molto religioso, dove gran parte delle persone faticano ad accettare l'omosessualità. «Durante tutta la mia vita professionale - ho cercato di conservare un livello base di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l'attenzione su di me. Apple è già una delle aziende più in vista al mondo e ci tengo a mantenere l'attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che riusciamo a fare. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: "La domanda più persistente e impellente della vita è Cosa stai facendo per gli altri?". Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi». La Apple, come molti grandi aziende di nuova tecnologia, è sempre stata aperta alla diversità sessuale dei dipendenti. Ma l'ammissione pubblica di Cook (che in circoli ristretti non aveva mai nascosto la sua sessualità) spalanca la porta a altri che ora potranno sentirsi liberi di fare lo stesso. (A.V.)