False copertine tra i libri Alla Clu espone Cornara
PAVIA False copertine per incorniciare e presentare i suoi disegni: è l'idea di Davide Cornara, 44 anni, artista ligure da vent'anni pavese d'adozione. Una trentina tra acquerelli, dipinti a olio, disegni realizzati a sanguigna (un antico strumento da disegno simile a un gessetto) presentati come immaginarie copertine di libri reali o inventati sono esposti sulle pareti della libreria Clu, in corso Carlo Alberto. «Un'idea nata per gioco nel 2004 conversando con il mio amico Massimo Ghimmy, all'epoca dipendente della Clu e tragicamente scomparso proprio quell'anno. A Massimo venne l'idea di presentare alcune delle opere della mia mostra "Ulivi e casolari del mediterraneo", ospitata al collegio Cairoli, come ideali illustrazioni di copertina di libri Einaudi. In seguito ci siamo immaginati le "Inaudite edizioni" che ora marchiano questa serie di mie opere, esposte nel luogo dove Massimo lavorava» spiega l'autore. La passione per il disegno ha sempre accompagnato Cornara: «Tra i 7 e i 16 anni sono andato a bottega da alcuni pittori di Ventimiglia, la mia città, per imparare le diverse tecniche pittoriche. Inizialmente dipingevo prevalentemente paesaggi della mia terra, con un occhio alle radici della mia famiglia nell'entroterra ligure. Negli anni ho sperimentato molte tecniche, fino ad arrivare alla computer graphic, ma il mio strumento d'elezione rimangono i gessetti». I libri rivestono un ruolo importante nel suo processo creativo: «A volte da un libro prende le mosse il fluire della mia immaginazione, altre volte è un disegno nato per conto suo a trovare dopo una possibile e ideale corrispondenza con un libro reale. Da qui l'idea della falsa copertina che si fa cornice. L'ispirazione parte sempre dalla realtà, attraverso uno stimolo visivo. A volte riproduco quello che vedo, altre volte vi aggiungo del mio. Mi piace definirmi un "conduttore di immagini". L'immaginazione modifica la percezione di qualcosa che già di per sé muta autonomamente e continuamente». Tra i disegni esposti anche una possibile copertina per "Fantasma d'amore" di Mino Milani: «Da quel libro Dino Risi ha tratto un film con Mastroianni e Romy Schneider ambientato proprio a Pavia. Inizialmente non mi permettevo, da ospite, di ritrarre Pavia, ora credo di averne acquisito il diritto». Per il futuro Davide Cornara pensa un ciclo di ritratti di persone individuate e caratterizzate esclusivamente dall'abbigliamento, tralasciando i connotati fisici, e a un curioso progetto di "salvaguardia artistica", attraverso il ritratto, di quegli oggetti del passato oramai in via di estinzione. Al centro di tutto, la potenza creatrice della vista: «Anche riguardo alla lettura, mi piace dire "Ho visto un libro". L'immaginazione visiva è tutto. La pittura ha una forte valenza terapeutica, tanto per lo spettatore quanto per l'artista». Riccardo Catenacci