«I nostri oratori vietati alle feste di Halloween»
VIGEVANO Niente feste di Halloween negli oratori, lo ha deciso la Curia di Vigevano a pochi giorni dalla ricorrenza. L'indicazione varrà per tutti i parroci della diocesi retta dal vescovo Maurizio Gervasoni. «Diciamo che è una raccomandazione - spiega don Emilio Pastormerlo, portavoce della Curia - Halloween non ha nulla a che fare con le festività o le tradizioni cristiane, anzi è esattamente l'opposto ed ha origini pagane. Quindi l'indicazione è quella di portare i ragazzi ed i fedeli a celebrare le feste cristiane, come Ognissanti e la Festa dei morti», previsti per sabato primo novembre e domenica 2. La discussione sulla festa anglosassone che trae le sue origini da ricorrenze celtiche è sbarcata anche sui social network, dove più che un indicazione religiosa, viene citata la nazionalità della ricorrenza. In città ci sono numerosi locali che hanno pensato un party a tema, e anche nelle scuole elementari non mancano feste in maschera con il motto "dolcetto o scherzetto". «Tutti i giovani che ascolto - commenta Simone Feder, della Casa del Giovane - si sentono molto soli. Fanno fatica a sentire vicine quelle che dovrebbero essere delle figure di riferimento. Si sentono soli in un mondo pieno di persone e questo dovrebbe far riflettere noi adulti. Siamo noi, infatti, "i grandi" ad essere in crisi. Loro finiscono di studiare e si trovano in mondo che non offre molte opportunità. Si chiedono a cosa è valso passare le giornate sui libri e spesso la loro autostima finisce sotto i piedi. Sfogano così la solitudine nelle droghe, o chiudendosi nel proprio mondo. Allora quello che dico, senza intromettermi nelle questioni religiose, è che forse gli adulti dovrebbero imparare a stare insieme ai giovani, anche nelle feste come Halloween, se i giovani decidono di festeggiarlo. Gli adulti devono farsi sentire, ma soprattutto dovrebbero tornare a farsi riconoscere come punti di riferimento, e piantare quindi quei paletti sul percorso dei ragazzi per evitare che prendano strade sbagliate». Vietare Halloween alla fine sarebbe come allontare i giovani? «Se chiediamo ad un gruppo di ragazzi che cos'è Halloween - prosegue Feder - ognuno di loro darà una versione diversa. Alla fine è solo una moda, o una proposta commerciale. Ben vengano le ricorrenze cristiane, sono il primo a ricordarle e celebrarle, ma forse bisognerebbe stare con i ragazzi anche in queste occasioni, più mondane o commerciali, proprio per non lasciarli soli». Selvaggia Bovani