Pieve, niente scuolabus a chi non paga
Il sindaco, Virginio Anselmi (nella foto), spiega così la decisione di non prendere più a bordo dello scuolabus i bambini non in regola con i pagamenti. «Non vogliamo fare la parte dei "cattivi", ma è giusto che tutti rispettino le regole – dice il sindaco di Pieve Porto Morone –. Tanto più che ci siamo decisi a mandare le lettere chiedendo il pagamento per i mesi di settembre ed ottobre soprattutto a chi già non aveva pagato il servizio neanche l'anno prima». Non ci sarà, poi, alcun pericolo che bambini ignari della questione restino a piedi. «I genitori sono stati informati, naturalmente, che nel caso in cui non si mettano in regola non potranno far usufruire del servizio i propri figli. E non potrebbe essere diversamente, fra l'altro. Per ogni passeggero il Comune deve essere assicurato. Lo scuolabus non potrebbe mai prendere a bordo chi non è iscritto». Anselmi precisa anche che il provvedimento non colpisce chi è in difficoltà economiche: «Abbiamo concesso e concediamo ancora delle dilazioni per chi non può pagare subito. La maggior parte dei morosi, invece, non ha pagato per scelta o per semplice "dimenticanza"». (g.s.) di Giovanni Scarpa wPIEVE PORTO MORONE Scuolabus, giro di vite da novembre nei confronti di chi non paga. Sono circa una ventina i bambini che rischiano di rimanere a piedi dalla settimana prossima, dopo la seconda lettera recapitata alle famiglie in cui il Comune chiede di mettersi in pari con i pagamenti arretrati. La prima, infatti, era stata spedita ad alcuni già lo scorso anno scolastico. Una scelta drastica, quella presa dall'amministrazione, dopo i tentativi di rientrare nella somma che già dal 2013 manca nelle casse, circa tremila euro. Del servizio usufruiscono 120 ragazzi fra materna, elementari e medie. Il pullmino fa il giro tre volte al giorno, andando a prendere al mattino i ragazzi e riportandoli poi a casa una volta finite le lezioni. A bordo, oltre all'autista, c'è anche una volontaria. Che non solo vigila sui ragazzini durante il tragitto, ma fa anche l'appello prima che gli alunni salgano a bordo. Il servizio della navetta non è però sufficiente, così l'amministrazione comunale ha messo a disposizione una macchina, un Doblò, che raggiunge invece le frazioni più lontane. Il costo del trasporto è di 17 euro al mese. Tutti, obbligatoriamente, devono pagare la cifra prevista. Anche quelli che abitano nelle frazioni più lontane. Il Comune, lo scorso anno, ha iniziato a fare controlli a tappeto. E si è accorto che i conti non quadravano. Circa una ventina di famiglie, infatti sono risultate non in regola. O meglio, erano rimaste indietro con il pagamento già dallo scorso anno scolastico. E non si trattava neppure di episodi isolati. Qualcuno, secondo quanto verificato dagli uffici, non aveva proprio mai tirato fuori un centesimo per il servizio di trasporto del proprio figlio. O, in alcuni casi, dei propri figli. Così sono partite le lettere. «Risulta che alla data odierna non abbiate ancora provveduto ad effettuare il pagamento del servizio di trasporto scolastico per i mesi di settembre e ottobre 2014 – si legge nella lettera fatta recapitare dal Comune ai genitori morosi –. Siete pertanto invitati a voler regolarizzare la posizione. Si avvisa che in caso di mancato pagamento si provvederà alla sospensione del servizio». Ma l'azione del Comune non finisce qui. Non solo, infatti, i bambini non potranno più essere presi a bordo dello scuolabus, ma l'amministrazione comunale avverte le famiglie morose che, sempre nel caso in cui il debito non venga saldato per tempo, «si procederà al recupero coattivo della somma dovuta».