Inquinamento a Caserta Arrestato il "re del latte"

di Ferrucio Fabrizio wNAPOLI Il suo allevamento per la produzione di latte (3.500 bovini) sversava nel fiume Volturno rifiuti organici pari a quelli prodotti da una città di provincia. Giuseppe Gravante, 75enne a capo della Nat.Ali. srl, titolare dell'azienda "Foreste Molisane" e fondatore dello storico marchio "Latte Matese", che ha ceduto nel 1984, costringeva allo smaltimento illecito i propri dipendenti minacciandoli di licenziamento. È finito agli arresti domiciliari con varie accuse tra cui quella di estorsione, indagati quattro dipendenti. Ed è stato proprio un ex dipendente a rompere il muro dell'omertà e a denunciare se stesso e il sistema criminoso adottato per 20 anni nel comune di Gioia Sannitica, nell'alto Casertano. Confessione che ha trovato subito riscontro nell'indagine che il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, Raffaella Capasso, ha affidato al Corpo forestale di Caserta. Immediata la scoperta nell'azienda agricola dei trucchi, usati spesso di notte: pompe idrauliche ben nascoste e canalizzazioni studiate con furbizia che immettevano direttamente nel Volturno, di cui invano il Wwf ha denunciato il degrado. Gli investigatori hanno inoltre accertato l'utilizzo nella produzione di latte scaduto, «spesso mischiato al latte fresco». Per occultare lo smaltimento illegale e risparmiare sui costi, l'imprenditore minacciava di licenziare gli addetti "invitati" a sversare i reflui provenienti dalle sale di mungitura, cioè le acque di lavaggio delle stalle, addizionate a prodotti detergenti e acidi di notevole intensità. I rifiuti speciali finivano invece interrati o bruciati all'interno dell'area agricola, circa 500 ettari. «Per avere un'idea della gravità dell'inquinamento nel Volturno - scrive il pm Capasso - basti pensare che un allevamento bovino come quello in oggetto, della consistenza di circa tremila e cinquecento capi, rilascia un carico organico specifico pari a quello di una città di circa 24mila persone». Gravante è un imprenditore casertano impegnato da oltre 40 anni nel settore zootecnico, proprietario di una centrale del latte dove fino a un anno fa il latte di vaccino era trasformato, imbottigliato e rivenduto con il marchio commerciale Foreste Molisane. Mentre adottava il sistema che lo ha portato agli arresti, sul sito web raccontava la sua azienda agricola come un vero esempio di moderna filiera controllata, tra le colline ai piedi del Matese, lungo le rive del Volturno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA