«Adorava il suo bambino Mai l'avrebbe lasciato»

di Maria Grazia Piccaluga wVELLEZZO BELLINI Quel bambino, arrivato dalla Polonia quattro anni fa e tanto desiderato, era il suo universo ma anche il suo cruccio. Nuovi amici, una lingua sconosciuta da imparare, i compiti e la scuola, le partite di pallone. Aveva rivoluzionato gli spazi e i ritmi della casa, la villetta con giardino all'ingresso del paese, che fino ad allora Maria Grazia Scarfo aveva condiviso con il marito Giampiero. «Mai e poi mai si sarebbe allontanata da lui, mai avrebbe abbandonato quel figlio tanto atteso e amato» dicono le mamme degli altri bambini, quelle che con Maria Grazia hanno avuto occasione di scambiare qualche parola in più del veloce saluto nel cortile della scuola. Ieri, dopo il suono della campanella, nessuno però aveva voglia di parlare. Sui volti di genitori e insegnanti l'incredulità per una morte tanto tragica e ancora senza spiegazione. «Era una donna timida, persino fragile all'apparenza. Non si riesce a immaginarla mentre appicca il fuoco alla macchina e si lascia morire in quel modo orrendo» dicono due clienti della cartoleria Lory Magic World. Dalla vetrina che si affaccia sulla piazza del Municipio, il cuore del piccolo paese, poco più di 3mila abitanti e una frazione - si intravedono i bambini giocare nel cortile della scuola. Maria Grazia avrebbe dovuto essere lì, ad attendere l'uscita del figlio, anche lunedì pomeriggio. Ma nessuno l'ha vista. Più tardi, intorno alle 19.30, a prelevare il piccolo di otto anni dal campo di allenamento dei "pulcini" del Vellezzo, è arrivato il padre. Accigliato, parlava al telefono, forse cercando di rintracciare la moglie scomparsa ormai da ore. Ancora non sapeva. Ieri al cancello della villetta di via Marconi i familiari hanno fatto quadrato. «Siamo distrutti, non ci diamo una spiegazione» dicono. E nemmeno la sorella di lei - che tanto le assomiglia con il caschetto di riccioli chiari che le ricadono sul viso - si da pace. Domenica alcuni conoscenti avevano incontrato la famiglia a Casorate, nella bolgia della sagra di ottobre. «Sembravano sereni» dicono. «Venerdì pomeriggio era venuta qui a scegliere un profumo, un'essenza da uomo da regalare al marito – racconta Loredana, titolare della cartoleria del paese –. Era riservata ma sempre gradevole. Sembrava avesse voglia di uscire un po' dal guscio e non stare sola». In paese la si vedeva poco. Frequentava un'amica che vive a Buccinasco. «Mercoledì sera sarei dovuta andare da lro per tenere il bambino – dice una ragazza che spesso faceva la baby sitter per la famiglia –. Marito e moglie avrebbero avuto un impegno dalle 18 alle 20. E Maria Grazia mi aveva chiesto di tenere il bambino. Un impegno che, mi aveva preannunciato, si sarebbe ripetuto anche nei successivi mercoledì. Come è possibile che meditasse, nel frattempo, un gesto così drammatico?».