Cazzani chiede ai politici «Subito un nuovo ponte»
PAVIA «Quasi 60mila non occupati in provincia di Pavia, 9mila in più dell'anno scorso , il 6% di esportazioni in meno e un indice di produzione locale che è sotto di quasi 10 punti rispetto al resto della Lombardia». Il presidente di Condindustria Pavia Alberto Cazzani sciorina i dati dal palco del Borromeo e invita tutti da darsi una mossa per far ripartire l'economia del territorio, a cominciare dalla sua attrattività per le imprese: «Da uno studio risulta che il 32% delle aziende locali ritiene questo territorio adatto alla propria attività, le altre dicono che possono anche produrre altrove. Inoltre il 51,3% delle aziende indica le infrastrutture come il primo dei problemi». Cinque i guai da risolvere per Cazzani: la strada Vigevano Malpensa, il potenziamento della linea ferroviaria, la variante di Voghera, la Broni Stroppiana e i ponti. Su quest'ultimo punto chiama direttamente in causa il presidente della Provincia Daniele Bosone dicendogli «Dobbiamo portarlo a casa e presto». Bosone replica contestando i tagli del Governo, annunciando che anche il ponte della Gerola è in pessime condizioni, dicendo di aver fatto tutto il possibile, di aver parlato con la Regione, ma che per un nuovo ponte alla Becca servono 60 milioni di euro e ora non ci sono. «La spesa – dice Cazzani– è un decimo di quanto hanno speso Bergamo e Brescia, un terzo degli esborsi di Varese e Mantova». Eppure un nuovo ponte darebbe il 2%di Pil in più per 5 anni e il 20% negli anni successivi». Anche l'assessore regionale Mario Melazzini è tirato in ballo: «Parlerò con il ministro Maurizio Lupi, il ponte nuovo è ora una priorità della Lombardia». Altro attacco che fa Cazzani è sull riforma della pubblica amministrazione ritenuta «imprescindibile e irrinviabile» e poi lamenta l'eccessiva frammentazione amministrativa della provincia in 190 diversi Comuni. Altro dito puntato da Confindustria è sulle partecipate: «Non funzionano e se liberalizzate darebbero un aumento di Pil pari a 200 miliardi, inoltre libererebbero lavoro e darebberoservizi più efficienti». Altro punto che sta a cuore di Confindustria Pavia è quello legato a ricerca e innovazione , tema sul quale il sindaco di Pavia Massimo Depaoli ha sfidato le imprese chiedendo loro di «legarsi a competenze ed esperienze del sapere e della consocenza» puntando su «giovani preparati e con voglia di scommettere sulle frontiere delle smart-city e della green economy». Alla chiamata alle armi per il rilancio dell'economia, il rettore Fabio Rugge risponde che l'università c'è e sottolinea che «il contributo di ricerca e formazione è decisivo, ma che purtroppo è una linea più predicata che sentita». Rugge si dice certo del fatto «che l'università puà dare idee in grado di generare imprese» Sul tema anche il prsidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha detto che la «vera materia prima dell'Italia è quella grigia del cervello e su quella si deve puntare». Ruggge chiede anche sostegno per realizzare il campus della salute. Al dibattito di Confindustria Pavia ha parlato per la prima volta un segretario sindacale , un segnale dei primi effetti del patto firmato tra Cgil, Cisl e Uil e gli industriali pavesi: «Non solo è un patto storico – ha detto Carlo Gerla della Cisl – ma è anche un accordo pilota dper la Lombardia nel quale c'è la voglia comune di lavorare aper dare risposte a un territorio che ha perso fiducia. Quello che abbiamo fatto è un cambio di passo per affrontare insieme al situazione nei luoghi di lavoro senza tabù. Si parla si recupero della produttività perchè altrimenti non c'è occupazione, si affronta l'assenteismo ma anche la flessibilità e l'organizzazione del lavoro. Alle istituzioni diciamo: non abbiamo bisogno di passacarte, ma di azioni concrete. Basta piangerci addosso, noi siamo pronti a fare la nostra parte». Melazzini si è preso invece l'impegno a una riduzione della burocrazia, semplificazione delle norme e introduzione di strumenti di attrattività; facilitazioni per l'accesso al credito; investimenti su ricerca e innovazione, in stretto raccordo tra università, centri di ricerca e imprese, con il coinvolgimento delle istituzioni, senza dimenticare il tema infrastrutture.