L'arte di riparare così la crisi fa riscoprire il mestiere di sarto

PAVIA Si riprendono in mano ago e filo e si torna ad una professione antica e dimenticata. E' la rinascita del mestiere del sarto, lavoro che prima della crisi era appannaggio di ultra sessantenni e che ora viene riabilitato dagli under 20 che si sono resi conto che i tempi li obbligano ad investire non più su un posto, ma su un mestiere. Perché la recessione frena gli acquisti e obbliga ad estrarre dall'armadio capi da rimodernare, perchè le donne che lavorano hanno sempre meno tempo da dedicare a piccoli lavori sartoriali e perché c'è un ritorno degli uomini al capo su misura e alla sartoria, come nonni e bisnonni, quando non esisteva il pret-à-porter e il ready to wear, cioè l'abito bello e pronto. Ed è proprio per rispondere a necessità e tendenze che Ascom, associazione dei commercianti, ha deciso di organizzare corsi di sartoria. Sono tre quelli in programma, dall'apprendimento dei primi rudimenti, come l'elaborazione di modelli o il funzionamento della macchina da cucire, fino alla preparazione di commesse qualificate per i negozi di abbigliamento. Ogni corso può accogliere al massimo sette persone e le lezioni si svolgono nella sede di Asso –Promo.Ter in corso Cairoli 100. «Intendiamo rispondere alle esigenze del mercato – spiega Andrea Cartolini di Ascom – questo è un settore in cui vi è un'effettiva richiesta di lavoro ed è quindi fondamentale preparare personale qualificato. E' chiaro che possono iscriversi anche coloro che vogliono inseguire una passione ma dall'osservatorio dell'associazione risulta che vi sia un ritorno alla manualità e ai lavori artigianali, basati sul saper fare. E' uno dei profili maggiormente richiesti dalle imprese». Insomma, dice Cartolini, «per qualcuno, questa è una carta da giocare e può costituire un'opportunità per reinserirsi nel mercato del lavoro». Da Ascom sottolineano anche che è un tipo di formazione difficile da trovare sul territorio provinciale pavese. «L'alternativa è la scuola di sartoria a Milano», precisa Cartolini. Ad occuparsi dei corsi è Natalia Gomozov. Proviene dalla Russia dove aveva frequentato una scuola di abbigliamento femminile, mentre, arrivata in Italia si era specializzata nella confezione di capi maschili. «Ho seguito lezioni in una scuola di Bergamo per affinare alcune tecniche – spiega – e ho aperto una sartoria tutta mia dove realizzavo abiti dallo stile country». Fino alla decisione di insegnare l'arte del cucito. «In tanti mi chiedevano di conoscere i trucchi del taglia e cuci – racconta Natalia – e all'insegnamento finivo per dedicare sempre più tempo, finchè ho deciso di svolgere solo questa attività». E' lei quindi che avvicinerà le sarte provette alla costruzione dei modelli su misura. «Si apprenderanno i punti a mano e a macchina, la costruzione della gonna, a tubo, foderata, la realizzazione di abiti leggeri e di pantaloni". Gomozov impartirà ai suoi studenti anche le regole base per conoscere i tessuti e i loro segreti. Il corso di taglio e confezione è di 108 ore, quello di cucito è di 48, mentre è di 24 il corso per commesse di negozio di abbigliamento «per prepararle nella vendita ed essere in grado di effettuare piccoli interventi». Stefania Prato