Zibido, blitz dei carabinieri in Comune

di Giovanni Scarpa wZIBIDO SAN GIACOMO Museo del Gusto, carabinieri in Comune per l'acquisizione di documenti relativi alla realizzazione dello spazio espositivo di Expo 2015. L'altro pomeriggio i militari della stazione di Binasco si sono recati negli uffici portando via tutto il materiale riguardante la realizzazione dell'insediamento turistico-gastronomico che sta sorgendo nell'ex cascina Salterio, in vista di Expo 2015. L'indagine è partita dalla procura di Pavia, dopo diversi esposti e segnalazioni su presunte irregolarità nelle procedure. Alla battaglia politica, già rovente da anni, si aggiunge ora anche il capitolo giudiziario. «Sono tranquillissimo perchè tutto è stato fatto nella massima trasparenza – assicura il sindaco Piero Garbelli –. L'altra sera i carabinieri hanno acquisito atti e delibere relative all'iter burocratico-amministrativo del Museo del gusto.Altro non so. Presumo che ci sia in corso un'indagine della procura della Repubblica e che quindi la magistratura voglia capire cosa sta succedendo. Giusto fare verifiche e controlli. Noi non abbiamo nulla da nascondere. Anzi, spero sia l'occasione per fare chiarezza una volta per tutte». Il progetto, sin dalla sua nascita nel 2009, è stato tema di discussioni accese, accuse, esposti e ricorsi anche amministrativi. L'opposizione sull'argomento è sempre stata critica, soprattutto per l'assegnazione dei lavori al consorzio Stabile Litta, una delle aziende più chiacchierate in ambito opere Expo (e non solo) e finita sotto la lente d'ingrandimento della magistratura in diverse occasioni nel corso degli ultimi due anni. Questa stessa società è quella che ha vinto, alla fine, la gara di appalto proprio per la realizzazione del Museo del Gusto. Nonostante, sostiene l'opposizione «già ci fossero delle evidenti opacità sul nome dell'azienda». «Sul perchè il Comune abbia sempre ignorato questo campanello d'allarme, evitando approfondimenti, lo chiediamo da cinque anni – spiega il capogruppo di opposizione Aurelio Sansone –. Ma la risposta, il Comune, non l'ha mai data. Anzi, ha sempre evitato la discussione, anche in consiglio comunale». Fra le accuse della minoranza, quella di non aver mai dato seguito alle migliorie tecniche inserite nel progetto iniziale, avallate da una variante al piano proprio nel luglio di quest'anno. Le minoranze hanno chiesto invano l'istituzione di una commissione consiliare che facesse luce su un ricorso al Tar «dove si imputavano all'amministrazione condotte gravi e non trasparenti» In uno degli ultimi consigli, a luglio, gli animi si erano scaldati a tal punto che erano dovuti intervenire i carabinieri. Gli stessi che l'altro pomeriggio sono andati invece in Comune ad acquisire tutta la documentazione sul progetto. «E' una vicenda che era già nata male e ora sta finendo peggio – prosegue Sansone –. Ci sono, fra l'altro, in ballo anche ricorsi al Tar da parte della proprietà e diversi esposti degli operatori. A cui ora si aggiunge l'indagine della magistratura».