Le magliette anti-gufi esaurite a metà giornata
FIRENZE Guerra ai gufi a suon di magliette, cartelloni, video: la dichiara il popolo della Leopolda5, riunito a Firenze tra le mura della vecchia stazione che dal 2010 accoglie le convention di Matteo Renzi. Al banchetto del merchandising leopoldino le magliette scaramantiche con la scritta «Gufi? No grazie», e l'immagine di un volatile con il simbolo del divieto di accesso, vanno esaurite in 24 ore. L'annuncio è arrivato dal palco della convention alle 17. Secondo quanto afferma l'organizzazione, è stato battuto il record di vendite della Leopolda fissato nel 2011 dalla maglietta "Big Bang" contraddistinte dal logo del dinosauro. E poi ci sono i cartelloni esposti in sala «che segnano la storia dei gufi nel mondo, una serie di previsioni sbagliate a volte fatte dai gufi», come dice dal palco Renzi, chiedendo a quanti non sono riusciti a sedere a uno dei tavoli tematici di lasciarvi un post-it. Semplici e colorati, raccontano il sentire di alcuni cittadini sulle questioni sociali, sulle esigenze degli immigrati e dei richiedenti asili politico, ma anche su altre più delicate come l'eutanasia, e c'è anche chi non vuole rendere pubblico il proprio contributo al tavolo di concertazione e lascia una busta bianca chiusa, così? come c'è chi ringrazia, forse ironicamente, le scelte fatte da Renzi sui fondi di pensione complementare. Infine anche qualche messaggio cartaceo critico sull'organizzazione dei lavori: «La formazione dei tavoli segreta - si legge di un post it - all'ultimo momento è un segnale tutt'altro che inclusivo. Delusione». Atmosfera comunque rilassata, con il premier che in avvio di giornata riprende il tradizionale ruolo di "dj" della Leopolda, ceduto poi ai quattro conduttori designati. «Almeno una slide ce la fai vedere, Mattè?», gli chiede un ironico tweet inviato nel pomeriggio. Il video dei garage che ricorre sugli schermi, intervallato da citazioni ottimiste e propositive, è un'altra risposta gioiosa a pessimisti e critici. Uno spot dell'acqua Evian, con dei bambini che ballano imitando le mosse degli adulti in uno specchio, è il pretesto per ricordare che «la Leopolda è come uno specchio - spiega Renzi - che ci costringe a ricordarci l'ideale della nostra giovinezza, vogliamo cambiare l'Italia, non noi stessi». Maglietta ad hoc, ma per niente ironica, anche per un gruppo di esodati, che con la scritta «Esodati ma non salvaguardati» sul petto cercano di parlare con il premier; oggi sarà la volta degli operai dell'Ast di Terni. E c'è curiosità per il segretario fiorentino della Fiom, Daniele Calosi, che ieri ha manifestato con la Cgil a Roma, e che ha annunciato la sua presenza stamattina alla Leopolda.