Ebola arriva a New York Un medico positivo al test

di Andrea Visconti wNEW YORK Craig Spencer e la fidanzata Morgan Dixon sono in stato di isolamento al settimo piano del Bellview Hospital di New York. Lui in condizioni critiche ma stabili, lei per il momento asintomatica. Sotto osservazione perché a rischio di avere contrato il virus dell'Ebola anche due amici con cui il giovane dottore di Medici senza frontiere era stato in compagnia nei giorni scorsi. Il primo caso di contagio da Ebola a New York sta suscitando preoccupazione se non addirittura allarme. È la metropoli più congestionata d'America e i newyorkesi sono particolarmente tesi all'idea di rischiare il contagio attraverso l'uso dei mezzi pubblici. Le autorità stanno infatti ripercorrendo i passi di Spencer nei giorni successivi al suo ritorno dall'Africa. Ha preso varie linea della metropolitana, ha usato un taxi di Uber, è andato in un ristorante ed ha giocato a bowling. Tutte attività a contatto col pubblico che, ha assicurato il sindaco De Blasio, non mettono nessuno a rischio, in quanto il contagio può avvenire solo attraverso lo scambio di fluidi. Ma per precauzione l'autista del taxi è sotto osservazione, il locale di bowling è temporaneamente chiuso e l'appartamento di Craig e Morgan e stato completamente decontaminato. Il 33enne Spencer aveva passato un periodo in Guinea a occuparsi di malati di Ebola per conto dell'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere. Il 14 ottobre era partito in aereo dalla Guinea diretto a Bruxelles. Qui dopo un paio di giorni si era imbarcato su un volo diretto al Kennedy di New York ed era atterrato il 17 ottobre. All'aeroporto era stato sottoposto a una visita di controllo in quanto proveniente dall'Africa. Tutto era risultato a posto: Spencer non accusava segni di malessere né la febbre. Ma essendo lui stesso un medico aveva deciso ugualmente di tenere la situazione sotto controllo e di provarsi la febbre due volte al giorno. Solamente martedì scorso aveva incominciato a sentire qualche segno di spossatezza ma nulla di preoccupante, tanto che il giorno successivo era andato a fare una passeggiata lungo la High Lie, un frequentatissimo parco urbano sopraelevato, ed era andato a mangiare in un ristorante della zona. Poi è andato a fare una lunga corsa rigenerante. Verso sera con Megan avevano preso la metropolitana per andare nel quartiere modaiolo di Williamsburg per una serata di bowling. Infine in taxi, alcune ore dopo, per tornare a casa a Harlem. La mattina successiva però si è alzato rovente. Con la febbre alta ha contattato l'ufficio di Medici senza frontiere che a loro volta ha chiamato il pronto soccorso avvertendo che poteva trattarsi di contagio da Ebola. È intervenuta una squadra specializzata in malattie infettive che ha portato il giovane medico al Bellevue, l'ospedale di New York più attrezzato in casi di infezioni gravi. Ora sono in corso tentativi di contattare qualsiasi persona possa essere entrata in contatto con Spencer. Usando il suo abbonamento ai mezzi pubblici e la sua carta di credito, le autorità stanno cercando di determinare con assoluta precisione l'ora e il luogo da dove è transitato prima di scoprire di essere rimasto contagiato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA